LETTERA AI FIGLI DELLA PANDEMIA

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Essere madri è un non mestiere che rende le donne le vere animatrici della vita dei figli. Le madri della pandemia sono madri a mezz’aria. Come le madri dei figli della guerra. Ci sono tempi in cui la forza dell’amore non sempre basta. Ma le madri non posseggono altro.
***
Cari figli,
Non avrei mai immaginato, di dovervi chiedere scusa, un giorno, per avervi messi al mondo.
Mi ne ero innamorata delle sue meraviglie, ma poi improvvisamente tutto è cambiato, e a tornare indietro non ci sono più riuscita.
La coscienza pesa. Le colpe inevitabilmente schiacciano. E non ci sono più né pace né sonni tranquilli.
L’abbiamo combinata grossa noi madri. Di ciò che Dio ci ha donato non abbiamo saputo proteggere nulla. Neppure i figli. E per questo vi chiedo perdono.
Perdonatemi per avervi sottratto la meraviglia del futuro;
Perdonatemi per avervi preso indegnamente anche il presente;
Perdonatemi per avervi rubato la libertà;
Perdonatemi per aver compromesso la bellezza del vostro tempo.
Vi ho voluti, vi ho cercati.
Vi ho amati come solo una madre può fare;
Vi ho cresciuti come solo una donna che diventa madre, fa.
cMa dalla pandemia, da questa triste storia, non vi ho saputi trarre in salvo. Eppure sono io vostra madre. Toccava a me proteggere le vostre vite, ma non ho trovato un solo modo per farcela. Ci ho provato, ma da sola non ci sono riuscita.
Ho trascorso giorni e giorni, inerme, sempre lì, a guardarvi dal buco della serratura, chiusi nelle vostre piccole stanze, mentre le lacrime mi facevano singhiozzare il cuore. Vedevo la solitudine dei miei figli.
Che posso fare per loro?, mi chiedevo, ma non ho mai trovato la soluzione giusta. E ancora mi chiedo dove sia…
Per ore e ore, sono rimasta sempre lì, silente, dietro le porte delle vostre camerette, ad ascoltarvi le voci, mentre passavate le ore di scuola davanti ad un inanimato pc.
Ma ugualmente, non ho saputo escogitare un piano preciso per portarvi lontano, dove il mondo è diverso. Diverso da qui.
Vi chiedo perdono, figli miei, se non sono riuscita a proteggere i vostri sogni; se non sono stata brava abbastanza a fermare il tempo a quando eravamo felici; ma soprattutto vi chiedo perdono per non essere riuscita a salvarvi dalle lacrime dell’incertezza e dal pianto dello sconforto.
Avessi potuto, le avrei prese tutte io le vostre pene, e me le sarei caricate sulle mie spalle. Insieme alla tristezza e all’accoramento. Ma non è possibile, il vostro tempo non è il mio, non è la stessa cosa. Non si possono scambiare i dolori. Potessi, morirei ora, per salvarvi per sempre da questo tempo infelice. Riconsegnandovi il mondo che avrei voluto per voi. Così come Dio lo aveva pensato. E di cui mi ero innamorata. Ma neppure questo è possibile. Le responsabilità vanne scontate.
Quel che è andato perduto, lo sappiamo bene tutti, non sarà più recuperato. E questi anni persi, racconteranno una storia che se anche voi mi perdonerete, e fatelo se potete, vi prego, io non potrò farlo mai.
Sempre vostra
mamma
gsc

LETTERA AI FIGLI DELLA PANDEMIAultima modifica: 2021-03-05T10:09:43+01:00da giusystar99
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