10 ANNI- NATUZZA EVOLO -dieci anni dalla morte di mamma Natuzza- di gsc

10 ANNI- NATUZZA EVOLO
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natuzzaIl cuore trema e l’anima freme.
Non trova pace, né in cielo, né in terra. È in tormento, è agitata. Si contorce, e scalpita. Non si rigetta. È tempestusa. Si vota e si rivota. Suspira.
Era il giorno di ognissanti. Natuzza Evolo tornava da Gesù.
Con lui aveva giocato quando era bambina. Con lui aveva parlato quando era cresciuta. E ora con lui si addormentava.

<<Vegnu mio Signuri, mai fu’ chju’ pronta io pe’ tia
m’abbrazzu lu splenduri di la Madonna mia>>.

Una vita consegnata a Gesù e alla Madonna. Carica di dolori, sofferenze, povertà e miseria.

<<Accettu stu doluri o mio dolci Gesu’
ca spartendu a sufferenza, suffri i menu puru tu>>.

Una vita accettata sulla carne e dentro al cuore. Una croce portata in braccio e sopra le spalle. Dentro la pancia calda come quando è gravida. Dentro l’anima che accetta e non parla.
Una vita nata per il prossimo, fatta dal bene perché generi altro bene. Fatta di sangue e di afflizione. Di preghiera seduta sulle ginocchia col pensiero ai figli del mondo. Ai giovani, uniche rose sopra i piedi della Madonna.
Una dolce vita, che oggi, a dieci anni di distanza dalla sua morte, soffre dolori e pene più atroci.
È martoriata. È contesa. Messa al flagello. Giocata a sorte tra gli uomini. Ma la tunica è sempre tutta d’un pezzo.
Di chi sarà allora la madre?

Non so io cosa è giusto, o cosa non lo è. Non so io, chi ha ragione e chi non ce l’ha. Non so niente io. Ma sono figlia di una madre, e sono madre io stessa. E Natuzza è stata mia madre. Natuzza è sempre mia madre. E le madri vanno amate. Esse sono delicate come i fiori. E vanno difese, protette dalle tempeste. Dalla forte grandine, vanno riparate. Rassicurate dalla grande forza dei figli. Quelli di carne e quelli dell’anima. E la sesta figlia di mamma Natuzza, anch’ella si adoperi per sua madre. Le conceda la vita di sempre. Quella bella e serena. Non la rattristi, si faccia sue membra come è sempre stata. Le madri vanno rispettate. E Natuzza è MIA/TUA/SUA/NOSTRA madre.

<<Eccolo lo strumento di Dio!>>.

Apri gli occhi, mi dicevano da bambina. E se non vedi bene ancora, apri il cuore. Con quello vedrai ciò che agli occhi è impossibile vedere.
Ecco di chi sarà la madre allora. Ora lo so.
Sarà di tutti i cuori aperti, di quelli capaci di vedere oltre, lontano, anche laggiù dove sembra impossibile arrivare.
Sarà di chi domani calpesterà il santo suolo della Villa della Gioia e senza poter sentire messa, se ne tornerà a casa rattristato; sarà di chi domani, nella cattedrale di Mileto, con trombe festose, ricorderà mamma Natuzza assieme al vescovo e ai suoi tanti figli; sarà di chi domani verrà con le mani vuote, provate dal dolore, e le chiederà una grazia, le porgerà una preghiera, un saluto. E col soffio le manderà il suo più dolce bacio. Sarà di tutti quelli che domani, a 10 anni esatti dal suo ultimo viaggio terreno, ovunque essi siano, non giudicheranno alcunché, si ravvedranno per le cose stolte, e sentiranno dentro al cuore e dentro l’anima , la voglia, ma soprattutto il desiderio ardente di ridare a mamma Natuzza, la sua dolce culla e il sereno sepolcro, riunendo ciò che il diavolo, da tempo, tenta di dividere.

<<Oi giuvani belli, veniti ‘cca’ undi mia,
a tutti anzemi vi dicu a Madonna chi volia!>>.

E voi, figli, che saprete chi sarà la vostra MADRE, pregate, perché ritorni la pace nella sua casa. Lì c’è Dio! (giusy s.c.)

“Per amore di tutti i miei figli …
Mamma Natuzza”!

10 ANNI- NATUZZA EVOLO -dieci anni dalla morte di mamma Natuzza- di gscultima modifica: 2019-11-09T17:31:05+01:00da giusystar99
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