07/02/2013
CONFESSO CHE VIVO AL SUD
E confesso che vivo al sud.
Vivo al quarto piano di un palazzo del sud, da quarant’anni, circa, quasi, con quattro figli e un mare che da allora lo vedo alzato più di quattro dita e non si ferma. E si fa di mareggiate la sua vita, da dar spettacoli all’aperto senza cercare soldi a chi lo guarda. E su di esso se ne fanno di fantasie e scommesse!
Vivo al sud, in un paese, che dopo il terzo, pare il quarto mondo per antonomasia, per le cazzatelle che combina e somma alle sventure che gli imbattono per combinazione.
E dopo la terza traversa andando verso il mare, che spiaggia occhi di canna alla rinfusa , nella quarta, in una messa ad angolo perfetta, risiede alto,come un gendarme armato, il mio palazzaccio bianco e nero, passato agli annali della storia per il suo starsene a nasca all’aria, in bocca a Stromboli, sul picco dei tramonti, a ogni stagione, che di ore ne governano a dozzine. E se ne vanno al vento , pari e dispare, fin su la solitaria meridiana, d’un’altra casa mia, portata in dote, antica, i petra e tahju, e impaccita per i canali, clic e clac, che gli piovono d’inverno e il caldo che d’estate me la coce in piena fronte, sul corso principale del paese, a mezzo passo dalla chiesa matrice e il campanile con tant’anni addosso, che pare non sentirne nemmanco uno, tanto suona e risuona ogni mattina, e la domenica tintinna un din don dan di lusso, spaccone poco e riservato come quello delle spose tranquille, di maggio e di settembre.
E in quarant’anni, circa, quasi, non ho mai chiesto al mare, un sol piacere che non potesse fare, e nemmanco la cortesia, da paesana, di rallentare la sua rema, mettendogli a tacere, il tran tran dell’onda sua battente. E rumoreggia H24, senza sosta, alzandosi sul collo della spuma, con zattere in andata e altre in ritorno, zeppe di pensieri , che l’acqua sua frusciante, prende e mantiene a memoria nel suo abisso, a notte fonda.
E a ogni cambio di mezza giornata, guardo con gusto, oltre i due quadri di vetro che dalla mia cucina mi prospettano, un niente assurdo che s’accoppia da ogni lato all’orizzonte e a un mare che di mediterraneo ha colori e suoni riconducibili ai miti e alle leggende, contenute da secoli in riserve memorabili che appaiano impossibili da consumarsi prima o poi.
E dall’angolo di un terrazzino, messo di fronte al sole e di spalle al mare, che tutto quieta ma il remigare suo non ferma mai, mi gusto, starsene supina e pensosa, una naiade, ferma lì, a fantasticar con me, alla fontana che bevvi da bambina, ancora cretta e più biondina, con una peluria che me la sfottevano a scuola e in giro in giro, i miei compagni delle elementari, che in un pensiero mio veloce, raggiungo ancora in pieno.
E sul balcone, fiorito di gerani, si posa, scampanellando, il tintinnio del sole, che spia le mosse dei passeri e dei bambini, rimasti, pochi e niente, a chiacchierare.
E dal quarto piano, del mio palazzaccio bianco e nero, guardando il mare che non finisce mai, vivo al sud e sembra l’eden…., e il belvedere di casa mia, porta affisso un cartello, intorno al collo: “proprietà privata”, forse. E mi sazio di quell’aria che non finisce. Che d’inverno cresce e scrosce e d’estate , scirocca e s’assopisce.
E a scendere le scale, che l’ascensore è un film che non si gira che pare che non si trovano registi, rasento le strade, le vie annomate a questo e a quello, fuori e dentro la quarta traversa, quattro metri in avanti e altri quattro indietro, e percorro a scendere e a salire rampe di gradini, avanti-casa, che nemmanco la voce sembrano avere più. E le vedo invecchiate, stanche, quelle stradine di pietra che percorrevo , un tempo, a sette anni, a piedi, per andare a scuola, infiocchettata con il grembiulino blu e il colletto bianco, e che oggi percorro in macchina, botta di lampo, (mancu nu passu a scaza si faci chjù) per accompagnare i miei figli che di anni ne hanno a varietà: dodici, nove, sei, tre; che pare di giocare all’enalotto.
E son le strade cotte e mangiate, da chicchessia, in cent’anni e più di questi, che portano dal fornaio fino al fruttivendolo, dopo l’ufficio postale, a lato della banca che non c’è più, fino davanti la casa del comune, dove più d’uno si è mangiato osso e mastr’osso di cani e cristiani.
E tutto sa di tutto e anche di niente, e io ci vivo…
Ma in quel palazzaccio bianco e nero, al quarto piano, nella quarta traversa, a quarant’anni, circa, quasi, con quattro figli, fremo e tremo, ché il tempo passato non torna e quello che c’è è già finito…
La casa della scuola, per esempio, (che dove c’è ignoranza Dio ci manca)intestata a un sommo uomo, colto di che visse a che ci è morto e pure dopo, che prima nel giardino produceva, al naturale, altro che bio, margheritine per la camomilla, tali quali a quelle di mia nonna, che lavava con gli impacchi tutti i figli, ora puzza di fumo per quella malanova di sigarette che si fuma come una dannata, senza aspettare di diventare grande. E brucia tappe e toppe come vampe di fuoco che nemmanco il Padreterno, a pregarlo, le può tornare, un giorno. Si incanna dal sole al tramonto ed è allucinante il suo bisbiglio, incredibile la sua cera, particolarmente sfusa e sparigliata la stabilità su cui si puntella quando s’accorge di tremare e prende coscienza che se cade, da terra non s’alza più com’era. Povera ciòta! Che se inciampa, (e a me pare che si è già fottuta per più della metà), si strafotte pure il dialetto( che ancora –per poco- le riesce bene), e la sola possibilità che ha di insegnare tanto ai giovanotti perché questi ne sappiano di più da grandi. Ché non sempre è carnevale…, e le chiacchiere van bene!
Peccato però che quel che sa, in faccia al mondo, non lo ricorda. E un paese che non ha memoria e si mangia per rabbia, a pranzo e a cena, la sua storia, nemmeno morto trova pace. Nemmeno morto…!
Eppure, io ci vivo, qui, al sud. Ci vivo con la nomina, forse, di scimunita, che a quarant’anni, con quattro figli, ha ancora mille sogni. E ci resto, perché mi sento d’essere in dovere, verso mia madre e nei confronti di mio padre e sento d’essere ancora in tempo, e lo sono, di cedere al paese, il mio paese, un pezzo di cuore, del mio cuore che batte, per riportarlo in se stesso, in vita, e passarlo sanizzo , battezzato e santo, in eredità ai miei figli. Con una meridiana felice della sua vecchiaia che segna le ore da mezzogiorno a mezzanotte, un mercato e una bottega in più, che non c’erano prima, una scuola con margheritine per la camomilla in ogni classe, tanti giovanottini e signorinelle seduti nei banchi volenterosi di sapere, infinite pagine di cultura con le mille essenze del tempo e fumi di scienza che escono dalle teste, in tante troppe teste, perché domani questo paese sia primo, tra i più belli del mondo.
E allora, io ci sarò ancora, spero, a vivere al quarto piano di un palazzaccio bianco e nero, con quattro figli fatti uomini, a più di quarant’anni…, confessando ad altri che vivo al sud e tanto che l’amo, non potrei lasciarlo mai!
giusy staropoli calafati
16:47 Scritto da giusystar99 in Briatico, calabria, narrativa | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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29/01/2013
BRIATICO SUL TABLET SONY! -niente di straordinario se la città fosse "almeno" ordinaria per i suoi abitanti... (la storia siamo noi)

La torre saracina di Briatico, mio paese natale e casa mia paterna e viva, sul nuovo tablet della Sony, come immagine pubblicitaria. Che grandezza!!!!!
Eppure Briatico s’impoverisce a dismisura, poveri ciòti.
Non si comprende che la storia ci viene parente come una madre al figlio…
Sveglia gente che un popolo che non ha più voce, nemmeno morto può trovare pace.
“Chi sbentura amara chi ndi ‘mbatti amici cari a stu paisi, chi l’atri si fannu belli e nui nci pagamu puru i spisi!”.
E mentre il mondo se ne serve per abbellirsi la faccia sua alla faccia nostra, e si ingrossa le tasche di quattrini, noialtri briaticoti che abbiamo l’oro nelle mani non ne sappiamo cavare nemmeno una bella foto da appendere al capezzale del letto assieme al Padreterno che certe bellezze, assai spannate e chiare, ce l’ha date in cambio di un po’ d’amore in più, per rafforzare al massimo il nostro senso dell’appartenenza. E la bella torre saracina, “chi mali tempi e terremoti nuju a poti”, la Sony, la utilizza come immagine pubblicitaria sul suo nuovo tablet. A pensare che l’ultima volta qualcuno disse a voce alta: -buttandola giù, la marina, si amplierebbe e non di poco, largo per tutti, panza al sole e niente ombra-.
Forza e coraggio, paesani cari, gente mia, che non si campa d’aria, e forse facendo un viaggio nella memoria finchè si è in tempo, un boccone ancora, potrebbe darcelo la nostra storia.
Di Briatico son io nascente / d’originar paterno e figlia vera. gsc
15:23 Scritto da giusystar99 in Briatico, calabria | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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22/06/2010
I DUE ANGELI DALLE ALI D’ORO NELLA TRAVERSATA VERSO DIO
Se per caso capita anche a voi di vedere gli angeli dalle ali d’oro allora capirete che esistono davvero e non sono utopia.
Quando li vidi per la prima volta era impensabile che avessero ali di una luce incantevole attaccati ad un corpo semplice come il mio, eppure erano angeli e fermavano il volo sul tetto sopra casa mia e sopra la casa di tanti. Sopra il paesello del mare, dove s’alzano i venti, il mare mastica burrasche , la campana suona per la messa domenicale e volano le rondini a primavera. Due angeli e uno stesso volo. Uno, si chiama don Nino ed e’ la piu’ imponente presentazione di Dio nell’euforia di un amore giovane , fresco e ricco di vita. L’altro e’ don Salvatore sorgente della carita’ umana. Due nomi e due uomini ¸ due preti e due angeli , il tono e la voce, il silenzio e la parola, la fede e un sol Dio.
Ne sono certa che era un giorno come tanti e proprio quel giorno lui li chiamo’. “Vi faro’ pescatori di uomini”e come Pietro nel Quo Vadis, essi risposero: “ACCETTO”.
E incomincio’ il miracolo della pesca senza ami ne’ reti, questa era la pesca della parola e dei cuori. Il loro nome era gia’ scritto e sulla via di Emmaus loro avrebbero riconosciuto il Maestro. Dalla fierezza in Dio di Don Nino che innalza davanti a se’ un Dio glorioso e risorto, zampilla senza sosta la consapevolezza e la certezza di Dio di don Salvatore. I loro nomi non furono scritti a caso, ma qualcuno , uno che piu’ degli altri stende i panni del cielo sul mare fino a sfiorare la terra, aveva gia’ scritto ancora prima di conoscerli, quei nomi per loro. Un angelo e per nome Antonino, e un angelo e per nome Salvatore … proprio cosi’. Sono mesi e non anni che sostano questi angeli nel nostro cielo, eppure e’ gia’ indispensabile il loro volo per abbeverare i nostri cuori dissetandoli in Dio.
Saprebbe di favola tutto questo, ma invece e’ l’ assaporare una realta’ che come me tocca tutti quelli che in questo piccolo paese del mare hanno occhi per vedere e orecchie per sentire.
Ma prima del valoroso Dio risorto che impersona Don Nino nella vivacita’ della parola di Dio resa semplice al cuore dei giovani e resa vita agli occhi dei grandi, e’ necessario posarsi sul silenzio della carita’ umile che non ha impunture ma tagli semplici e allora se su Don Nino posa il Dio della gioia, su don Salvatore posa il Dio che riflette e non mormora, il Dio che osserva e non parla, il Dio che serve e non e’ servito.
Lui e’ un uomo, poi e’ un prete ma prima di tutto e’ un angelo.
Ha la semplicita’ di un’ ala e la bellezza del volo, il suo cuore . Non ha chiusura ma solo l’apertura assoluta delle sue ali durante i voli tra gli uomini che lo portano tra le ombre del mondo senza paura, portando luce.
La sua assoluta leggerezza nel parlare fuori e dentro Dio , ti porta a naufragare seppure nel diluvio dell’anima, e ti ormeggia sulla sponda della riflessione, della ricerca di te’ stesso e degli altri dentro il proprio essere. Ecco il suo essere , che da uomo si trasforma ma torna sempre uomo tra gli uomini senza volerlo forse e senza pensarlo. Questo e’ l’angelo che sfarina le stelle volando scalzo tra la gente , tra i malati, i bambini, gli esiliati, i poveri e i ricchi. Vola scalzo tra le sue pecore in ospedale, accoglie i nuovi agnelli e li stringe tra le sue braccia, crea nuovi greggi e si fa’ pastore. Lo scrissi un giorno e oggi che e’ un altro giorno lo scrivo ancora , Lui e’ proprio come Karol, proprio cosi’. Con il cuore tra le mani e gli occhi al cielo sempre , e quella mano sul cuore quando l’umilta’ lo accosta a Dio nella sua parola.
Eccolo l’angelo Salvatore piccolo uomo, grande nell’innalzare lodi a Dio per mezzo di se stesso e degli altri.
E’ presente nel ricovero a Dio degli anziani, nel conforto in Dio dei malati, nel perdono di Dio ai peccatori.
I suoi occhi non parlano a voce alta ma sono solo un mare di parole nel silenzio di un amore che diventa carne e si posa in lui ogni volta che si apre e Dio c’e’. Se solo potessero in tanti leggerli quegli occhi, allora potrebbero capire l’immensita’ che contengono.
Quando lo vidi per la prima volta pensai a Karol e quasi lo vidi in lui, in quei gesti lievi e pesanti, semplici e difficili, gratuiti e costosi …. Poi ne ebbi la conferma quando lo vidi fare comunione a 19 bambini con la gioia sul volto che solo un angelo puo’ avere , quando lo vidi sotto gli occhi di Dio celebrare l’amore formando nuove famiglie conferendo il sacramento del matrimonio, con l’assoluta semplicita’ dell’amore che e’ comprensione, forza, a volte sopportazione e fede assoluta. Poi ne ebbi riconferma quando lo vidi stingere tra le braccia mio figlio di appena sette giorni quasi con un’aria piu’ accesa e gioiosa, piena e fiera della mia che ne sono la madre. A volte questo suo carisma mi impressiona ma allo stesso tempo mi fa’ gioire di aver proprio in un certo momento della mia vita conosciuto questo angelo Salvatore,alla cui parola mi sono da subito aggrappata e sentita salvata in quel perdono di Dio che ognuno di noi cerca ogni istante. Le sue parole sono un fiume in piena , la sua vita aperta, un trampolino dal quale esaminare la vita personale di ognuno di noi.
Non e’ la lode ad un uomo, ma il solo pensiero semplice di cio’ che esprimono la sua vita, le sue gesta, i suoi sorrisi, la sua confidenza con Cristo. Non predica di un Cristo appeso ad una croce, ma di una croce alla quale ognuno di noi e’ appeso rinnegando Cristo. Parla di un amico di nome Gesu’ e non racconta la storia di Giuseppe e Maria, prende il raccolto di ogni giorno che e’ vita e ne’ fa’ parabole. E parla con me, con te , con lui, con l’altro…………………..
Ha la forza del cuore che non e’ pari alla forza del corpo ma supera ogni confronto.
E’ il giovane tra i giovani, l’anziano tra gli anziani, il bambino per eccellenza tra i bambini. E’ il postulatore delle mille cause di perdono che in ogni angolo di questo paese e di quelli vicini e lontani lo eleggano tale . La sua fermezza in Dio lo porta ad immobilizzare il cuore tra le mani di quell’amico Gesu’, ma a mobilitare i piedi e la sua vita alle chiamate del mondo. E’ un giullare di Dio , ecco cosa scrivo di Lui,si’ un giullare di Dio che prostra ai piedi della croce l’orgoglio e la felicita’ d’essere tale. Altri possono definirlo un guitto, certo potrebbe anche esserlo ma senza maschera, perche e’ Dio che per Lui ha disegnato quel volto, scolpito quelle mani e modellato quel cuore a suo piacimento, e di Lui come fece con Karol , uno dei tanti e suo amico fedele, scrisse quanti e quali fossero i passi per arrivare a Lui nella totale pienezza di corpo e spirito.
Io che niente sono a poter parlare e per il dono che ricevo da Dio apro spesso il mio cuore ai fogli e allora scrivo, sono certa che l’angelo Salvatore e l’angelo Nino, che in questo paese mio hanno posato il volo presto lo spiccheranno di nuovo nel viaggio che li portera’ a rendere Cristo , amico e Dio, l’amico gratuito e il Dio indispensabile di tanti….
In questo piccolo paese fatto di pietra dove non ci sono tempii ne troni, siedono come il Maestro per terra e al loro canto i giovani, i bambini , ai quali non si racconta di Dio ma insieme fanno Dio nella sua parola piu’ grande : il VANGELO, fatto delle mille parole che colorano la vita di ogni persona diversa.
In questi ultimi giorni hanno davvero colorato delle sfumature di Dio i tantissimi ragazzi e giovani che con loro hanno seguito Cristo nel gioco, nel divertimento, nel fare comunita’, fratellanza , nel cercare quell’ingrediente segreto che era ancora meno di niente per rendere speciale la piccola vita che si ha che rende ognuno di loro speciale solo credendolo veramente che si e’ speciali.
E allora cosa ha fatto Maria nel silenzio della sua casa?….. Ha creduto e all’angelo ha donato lo spirito e a Dio ha dato il suo ventre e dal seno lo ha nutrito.. Questo l’ha resa speciale, l’ha resa MADRE del Cristo…..
Basta credere , ed io credo in questo dono di Dio alla mia comunita’.
Allora basta crederci nelle loro ali… dalle cui piume si sazieranno le bocche e si disseteranno i cuori…….
Ora gli angeli non so’ se mai abbasseranno le ali, il vento sembra soffiare nella direzione piu’ azzurra ed e’ un volo infinito con Dio……
Grazie angeli per aver trovato dimora presso la nostra casa , saziatevi di cio’ che troverete , di cio’ che non riusciremo a portare sulla tavola povera , e noi non avremo piu’ fame mentre i sonni saranno la veglia a quel Dio amico che con voi stiamo conoscendo: Don Salvatore che coglie in se’ l’amore e l’umilta’ del Dio fatto uomo che diventa Maestro e Signore nella lavanda dei piedi e Don Nino che incarna il Dio risorto in tutta la sua gloria.
Questo e’ il tempo del volo nella traversata verso DIO.
Il Signore bussa….. basta aprire la porta del cuore ed il sole non smettera’ mai di sorgere….
Grazie Gesu’
Giusy Staropoli Calafati
15:12 Scritto da giusystar99 in Briatico | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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19/02/2010
QUESTA E' LA MIA TERRA
Questa e' la mia terra!
Incanta sguardi, rapisce cuori.
Questa e' la mia Briatico!
Il ritratto melodico di un artista.
E... guai a chi a questo mare osi torcere una sola stilla d'acqua....
Ad Maiora Briatico, che possa per l'eterno tu, cullare vite e tessere della tua storia gli arazzi piu' preziosi e rari!
Giusy Staropoli
15:43 Scritto da giusystar99 in Briatico | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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08/01/2010
A BRIATICO DUE ANGELI DALLE ALI D’ORO
Non avrei mai pensato avvenisse cosi’, eppure e’ avvenuto.
A settembre partono via dal paese dopo quasi trenta anni di storia i padri Scalabriniani e Dio che mai abbandona manda nella mia comunita’ due angeli delle ali d’oro: Don Salvatore e Don Nino…….
E’ stato davvero sorprendente e per certi versi anche un po’ strano abituarsi all’idea di avere dei sacerdoti, dei nuovi pastori che mi fossero coetanei , mai avevo visto tra di noi a Briatico dei preti cosi’ giovani.
Presa da tante cose , mi impegno insieme ad altri per il saluto all’ultimo degli Scalabriniani , Padre Maffeo Pretto; e manco alla messa di accoglienza per non averlo saputo e con delusione dei nuovi padri che conoscero’ poi in seguito prima per sentito dire e poi di persona.
Dio mio ,due ragazzi, e’ stato stupendo poter vedere da vicino la loro semplicita’ e schiettezza essendo portatori della parola di Dio ,e nuovi pastori di un gregge tanto difficile e ribelle come Briatico…… Eppure e’ proprio qui che questi giovani sono arrivati ……
E’ stato straordinario leggere negli occhi di Don Nino la sua semplicita’ e bellezza d’animo nel rapportarsi con i ragazzi , i giovani e con quelli piu’ grandi e ancor di piu’ e’ stato stupendo vedere la fermezza di Don Salvatore nella semplicita’ della sua parola e nell’umilta’ dei piccoli gesti verso una comunita’ nuova e un po’ dispersa come la nostra….
Poi ho riflettuto ed ora piu’ che mai ho capito che il periodo passato, fatto di prove, controversie, disagi, e spartizioni di anime e di cuori era oramai passato e che per Briatico incominciava un nuovo tempo di avvento dove il Signore mandando dei nuovi pastori ha voluto chiedere ad ognuno di noi di sentire almeno questa volta che non ha mai smesso di bussare alle nostre porte! Per Briatico e’ giunta l’ora di aprire i portoni del cuore, questo ho capito.
La trascendenza verso Dio in cui Don Salvatore ti porta senza distrazione durante la messa ogni volta, diventa una profondita’ di preghiera e di ritrovamento con Dio che sembra vedere una simbiosi di gesti, pensieri e parole racchiusi nella confidenza piu’ assoluta ,fatta preghiera.
Il suo carisma giovane, flessibile, ma decisamente tenace e arduo verso Dio e la Madonna Trasforma ogni singola messa, ogni singolo passo in un confronto diretto tra il popolo e Dio….
E’ incredibile quante volte io,mi sono vista in questo tempo , messa al confronto con Dio, ad esaminare ogni mia parola ,un mio gesto, le mie azioni di madre, di donna, di moglie e quando meno me lo aspettavo ho capito che Dio e’ stato sempre con me, da me non si era mai allontanato e che ora abbiamo piu’ di prima ricominciato a viaggiare nella stessa direzione ,sulla stessa via ! La comprensione di una vita che diventa impossibile senza quella assidua presenza che ti spalleggia in ogni difficolta’, in ogni sbaglio…… E poi la bellezza di quelle parole che mai scordero’ dove sono entrata piu’ che mai in contatto con il Signore:Dio potrebbe fermarci , dice Don Salvatore, quando sbagliamo , ma non lo fa’ perche’ ci permette di sbagliare per poi perdonare…..Qui’ ho capito che il Signore non ha mandato uomini tra la mia gente, ma pastori . Giovani, forti, sapienti…….. cercati dai giovani per un aperitivo, per una partita a calcio, una pizza, una tombolata, una chiacchierata…….un consiglio, una parola in piu’ proprio ora che in questa piccola e ancor piu’ piccola comunita’ le torture della societa’ moderna stanno divorando ogni sua dignita’ con i pregiudizi, il mancato saluto, le divisioni, la droga, la mancanza della famiglia, la delinquenza, la cattiveria , la mancanza di lodi alla vita …….l’incapacita’ di guardare il mare, apprezzare il sole o il vento caldo, godersi le onde o il silenzio di un tramonto …… un autentico disprezzo di se’ stessi……
Ma ne sono certa, li’ dove il pastore mandato da Dio fa’ dimora saranno lese le divisioni, le esibizioni degli uomini, le morti, perche’ anche nell’inconsapevolezza verranno adeguate a Dio le strade e ognuno non potra’ camminare su una strada diversa che non sia la stessa che converga alla direzione esatta……
Don Salvatore lo vedo , amante dei giovani, della quotidianita’ e non delle illusioni, delle verita’ e non delle bugie, lo vedo un uomo come vidi Karol studiando la sua vita, quell’uomo semplice diventato papa…. Deciso, forte , pieno di Dio……. Certo io chi sono per dire questo’ . E’ vero non sono nessuno, sono meno di niente , ma e’ il mio primo pensiero che ho voluto scrivere nel mio cuore ad alta voce ora che piano piano ogni giorno sto imparando a conoscere una realta’ che mai ho creduto cosi’ vicina a me.
Allora e’ per questo che penso che se qui’ , ora,la mia Briatico sapra’ confessare e chiedere perdono delle proprie colpe avra’ il tempo di rinascere abbattendo muri, pregiudizi, e ogni barriera e sotto lo stesso cielo bagnata dalle stesse acque risorgera’ a vita’ nuova una comunita’ della speranza…………………. Non so’ se saro' io l’illusa, ma io ci credo,e lo faccio per me ,per i miei tre figlie e per quello che sta per arrivare , per i miei padri e per quella storia che ci ha rivestiti di Dio piu’ volte quando ancora eravamo sordi e non vedenti….. Ma ora , ora che possiamo vedere il sole, la luna le stelle e sentire, il mare, il vento e la pioggia non possiamo piu’ dormire ma e’ necessario rimanere vigili e pronti che quando si presentera’ il Signore, possiamo accoglierlo e ringraziarlo delle gioie vissute in questa vita e di questi doni che lui ci ha mandato: questi due angeli dalle ali d’oro……….
Auguro allora a Don Salvatore e Don Nino davvero una buona vita in mezzo a noi , riconosco certo il grande sacrificio da fare, ma la speranza sara’ poterci vedere un giorno tutti insieme a fare una catena d’amore : tutti per una sola comunita’……. perche’ Briatico per smettere di piangere e’ di questo che ha bisogno, e sono sicura che un giorno avvera’ perche’ laddove oggi ci sono i chiodi del dolore , domani ci sara' il sangue della risurrezione.
Grazie Signore per questo immenso dono…..
Giusy Staropoli Calafati
12:32 Scritto da giusystar99 in Briatico | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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22/09/2009
PADRE MAFFEO PRETTO E IL PATRIMONIO STORICO-CULTURALE FORSE PIU’ IMPORTANTE DELLA CALABRIA LASCIANO DEFINITIVAMENTE BRIATICO……
E cosi’, povera la mia Briatico perde il suo ultimo treno!!!
Te lo avevo detto Briatico…. Attenta a non perdere il treno ! E tu che hai fatto ? Hai perso il tuo ultimo treno.
Dopo trenta anni di studi, di duro lavoro ,sacrificio e ricerca , parte da Briatico in un silenzio assordante Un grande studioso ”Padre Maffeo Pretto”. Dell’ordine degli Scalabriniani, Padre Maffeo arriva in Calabria circa trenta anni fa’, dove la sua missione e’ una fusione completa nello studio della migrazione in una Calabria da sempre terra difficile e inquieta. Responsabile unico del centro studi Giovan Battista Scalabrini, Padre Maffeo, ha chinato il suo capo sempre su cataste intere di libri , ricostruendo storie, passaggi e vita dei popoli calabresi. Ha letto , riletto e scritto della gente , di ogni uso e costume, ogni tradizione e ogni detto popolare. Veneto di origine Padre Maffeo diventa calabrese d’adozione, oggi considerato tra i grandi luminari della Calabria. Ma proprio oggi che la congregazione degli Scalabriniani lascia la comunita’ di Briatico, Padre Maffeo lacia la sua Calabria e ancora piu’ il frutto della sua amatissima ricerca- studio. UN lavoro che conta oggi piu’ di sedicimila libri dal valore culturale-storico inestimabile.
La biblioteca di Padre Maffeo, il regno del Padre studioso, lascia la sua casa e viene sistemata in un altro centro della Calabria.
Ma Briatico come ha potuto condurre questo patrimonio prezioso fuori dalle sua mura??
Le istituzioni locali dove sono state quando e’ venuto fuori il problema del trasloco e sistemazione di quei dodicimila libri?
E la comunita’ di Briatico come ha potuto lasciare che oggi fosse proprio questo patrimonio ormai parte integrante della comunita’ stessa, a migrare in altri siti? Certo che probabilmente Padre Maffeo partira’ con una quiete interiore, sapendo che i suoi libri, il suo lavoro saranno in mani sicure e’ affidabili come quelle di Vito Teti, anch’egli luminario della Calabria!
Ma noi briaticesi abbiamo o no una coscienza? Davvero siamo tanto frivoli e superficiali da voler far volare la nostra migliore aria e rimanere senza poter respirare?
Di possibilita’ ne abbiamo avute tante: il turismo , e lo abbiamo gambizzato; il recupero di Briatico Vecchio e l’ abbiamo lasciato alle spine, la torre saracena e l’ abbiamo lasciata al mare, i giganti patrimonio folclorico e li abbiamo ridotti a nulla; eora il patrimonio dove viene narrata a parole la nostra storia e lo abbiamo dato via senza parole.
Ma chi siamo noi? Come siamo noi ?
Niente ! Non siamo niente …..solo filare di gente in coda per un pezzo di pane senza ideali, senza obiettivi senza valori concreti , gente che parte perche’ qui non trova scopi, gente che non lotta e passa vanti.
Almeno per lui che ci ha accarezzati quando eravamo stanchi e bisognosi, che ha scritto i nostri nomi tra le pagine dei libri, avremmo dovuto batterci perche’ rimanesse, perche qui avessero avuto compimento i suoi studi leggiadri . Almeno lui, Padre Maffeo, teologo demologo luminario storico di Briatico avrebbe dovuto avere al fianco quella Briatico di cui tanto ha parlato ……………. Ma poi tutti i missionari scalabriniani che comunque per anni e anni hanno con il popolo interagito nella buona o cattiva sorte avrebbero dovuto ricevere un saluto degno e non andar via in chissa’ quale ombra notturna.
E allora, Padre Maffeo oggi parte in un silenzio che non ha parole, un silenzio ingombrante che rende piatto anche il battito di un cuore. Ma come puo’ uno studioso del suo spessore non avere riverenza, risonanza in questa terra per cui ha dato la sua anima di sacerdote e saggio studioso?
“Padre Maffeo, tu che conosci Briatico, la sua gente, la sua storia, so’ che non troverai meraviglia a questo ennesimo passo al buio; so’ che andrai via per come sei venuto sui tuoi passi semplici e la tua luminosa parola. So’ che andrai via portando ognuno tra le tue braccia, da chi ti ha seguito, a chi ti ha ignorato, a chi ti ha giudicato, a chi ti ha amato. Insieme avremmo potuto fare tanto, ma quando ci siamo accorti e’ stato troppo tardi e nemmeno il sole di domani potra’ lavare la colpa di non aver saputo dare alla mano di Cristo attraverso te la giusta stretta. Oggi chi sara’ li’ a salutarti sappi per certo che non salutera’ il padre veneto, ma un padre briaticoto (questo sei per noi)di grande rilievo e spessore…………….
Grazie Padre Maffeo , grazie a Dio per la tua vita mandata in mezzo a noi e possa tu, in questo tempo di commovente saluto, perdonare i nostri errori e il poco tempo trascorso insieme.
Giusy Staropoli
10:52 Scritto da giusystar99 in Briatico | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | OKNOtizie |
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17/06/2009
BRIATICO: dove arriveremo?

Siamo all'ultimo passo, a uno sputo esatto dal precipizio, sara' meglio svegliarsi altrimenti senza alternative andremo giu' e non so' se troveremo il mare pronto ad accoglierci, perche' fosse rimarremo schiantati tra le rocce vive.
C'e' troppo staticita' ragazzi, ma possibile che davvero non realizziamo il fatto che Briatico, ha spiegato le ali, ma verso una quota che non ha dimensione ne aria per poter volare. Siamo a Giugno del 2009 e i roghi delle sterpaglie e le spine ci annegano, le spiagge bruciano perche' tra le sporcizie il sale non trova sfogo, la torre e' il "cacatoio" pubblico piu' antico che c'e', il Mulino della Rocchetta grida ai quattro venti angosciato e distrutto e nessuno lo sente; in paese girano simulacri vecchi svogliati e senza prospettive............ e tutti guardiamo.
Da Milano guardiamo, da Roma guardiamo, da Torino guardiamo, dalla Germania guardiamo, dall'Australia guardiamo, dal balcone e dalla finestra accanto all'indecenza, guardiamo, e mai che nessuno batta le sue ciglia .................
Ma dove andremo a finire??
Abbiamo i tesori piu' belli e preziosi, ma inesplorati . Siamo una storia mosaicata e smantellata pezzo a pezzo.... da noi stessi.
Mai pronti a reagire, mai pronti a difendere cio' che ci appartiene, mai pronti a metterci in gioco, perche' il passato dia forza al presente e ci proietti in un saliente futuro...............
Sono state aperte diverse discussioni su Facebook, tra cui: Un recupero della torre”la Rocchetta”, il porto alla marina, lo stato del mulino della Rocchetta, Briatico, “Citta' dei giganti”, ma abbiamo notato che c'e' un forte disinteresse......... e un'apatia che per forza di cose ricade su noi stessi……………
E’ pesante essere apatici verso se stessi……………….
Allora forse ci sta bene cosi'???
Credo di no invece, non deve sempre accadere dover decidere di volare lontano dal proprio nido, quando e' qui che potrebbe trovare fondamenta consolidate una vita serena e bella da vivere, se solo ci iimpegnassimo tutti poco di piu'. Anche ognuno nel proprio orto, che per certo i frutti ,domani sarebbero pronti a sfamare la fame comune.
E’ necessario dare a questa terra bellissima un volto nuovo e una vera autentita' che la identifichi per i suoi reali valori concreti.........
14:37 Scritto da giusystar99 in Briatico | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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20/04/2009
IL PORTO ALLA MARINA DI BRIATICO
A Briatico , il progetto del porto alla "marina".
L'incoscienza degli uomini strappera' la tela di un quadro d'autore unico e senza copie; mutera' la sua storia, e io e la mia gente non avremo lacrime per poter piangere........ ai piedi della marina dove c'e': "la mia torre , che vide il mondo ieri, lo guarda oggi e chissa, lo guardera' domani ?? ............
Toccare i meandri del passato, le incavature ascellari di un popolo, per renderne un quadro modernamente forzato, credo sia un sacrilegio.
Mi rimetto davvero alla coscienza degi uomini , CHE VEDONO................ All'aiuto di chi conta ...........
La riva dei marinai, il lavoro silente delle reti , il covo delle piccole barche , la terra della mia torre ..... e' la fine.
Ma e' mai possibile che tutto procede e nessuno fa niente......................
Maledetti interessi, ingrata ipocrisia.................................
12:15 Scritto da giusystar99 in Briatico | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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31/03/2009
BRIATICO CITTA' DEI GIGANTI

"A terra di giganti , stu paisi vogghju chjamari,
a tutti li foresteri, i sti pupi i vogghju parrari
e mu si dici a tutti , a tutti quanti
ca ‘cca’ viviu lu re di li giganti
e a tutti mu si parra i stu puparu

13:22 Scritto da giusystar99 in Briatico | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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18/03/2009
BRIATICO VECCHIO, TRACCE VIVE NELLA MEMORIA
Affondando tra le coste , dei mari del mito, in punta allo stivale della penisola italiana, traviamo il frastaglio madreperlaceo dei tratti della Magna Grecia. A sud, dove gli spinterogeni dei venti portano il sapore di brezza imperiale, giace, tra i covi della montagne e le correnti dei mari e i templari resti delle colonie greche,la Calabria. Passando per i campi dove l’essenza dei cedri fu goduria allo stato puro per Circe che ogni sera sulla riviera aspettava i maschi che la inebriassero di tale profumi e sapori che erano del tutto eccentrici e incontrollabili; navigando per mari e passando per monti, tra le maesta’ imponenti della Sila e i fusti irti del pino loricano, fino a raggiungere l’ebbrezza dei profumi del gelsomino, degli agrumeti di aranci, delle zagare , fino ai lussureggianti bergamotti del litorale reggino, orientando la nostra rotta, tra le frenesie fresche degli dei, ci posiamo ai piedi della lussureggiante baia che cala austera sull’ avvincente costa degli Dei. Al centro posto come un gran signore tra le altezze maestose, di Pizzo Calabro e Tropea, si trova il borgo di Briatico, anticamente Euritikon . Subito dopo la sua distruzione, dovuta alle tremende invasioni barbariche, i superstiti, fondarono un nuovo sito che vollero intronare sopra la rocca forte di un piccolo monte. Di Briatico, nei tempi, non vengono riportati molti tratti, bensi’ cenni sparsi, dei quali storici e ricercatori, si servirono per ricostruirne la sua storia. La vecchia citta’ nasceva, sulla riva destra del fiume Murria, sopra un piccolo monte di “pietra dolce” bensi’ fortificato, costeggiato dall’altro lato dal fiume Spataro, assumendo quasi le sembianze di un piccolo isolotto. Fu governato nell’arco dei tempi, da diverse dinastie ,Normanni, Svevi ,Angioini. Nel 1496, la citta’ era sotto la guida del re Ferrante D’Aragona, il quale dovette cedere poi il regno a Francesco Bisbal che governo’ la citta’ per circa novantaquattro anni. Successivamente il regno di Briatico, fu acquisito da Geronima Colonna, la quale lo cedette poi, al figlio Ettore Pignatelli, gia’ duca di Monteleone la cui famiglia lo governo’ fino al 1806.Il primo documento che parlo’ di Euriatikon, fu il “Sigillum Aureum”, nel quale al vescovo della citta’ di Mileto era stato data la facolta’ di venire nel sito di Briatico, quando lui volesse,per raccogliere il “Gutumu”, che era una pianta resistente che veniva utilizzata per costruire corde per le imbarcazioni e della quale la terra ne era molto feconda. Briatico, fu un regno consacrato da molti altari, vi erano infatti diversi conventi,chiese e monasteri dentro le sue mura.Il piccolo fiume Murria, che costeggiava il monte era una fonte di ricchezza per la popolazione , in quanto veniva sfruttato per gli spostamenti che portavano al mare. Qui, nella zona della marina, come riportava il napoletano notaio Pietro Gallerano, nell’Apprezzo, vi era una torre costruita dai saraceni detta “Rocchetta”,come fortezza di avvistamento per difendersi dagli assalti delle navi nemiche , e della quale oggi ne rimangono i resti , dormenti al sole ogni giorno tra il fruscio del vento e l’infrangersi della voce casta dei marinai che la contemplano con il loro lavoro. Briatico, era inoltre formato da diversi casali che si disponevano lungo tutto il suo territorio. Nella parte alta del sito, c’era un grande castello Normanno-Svevo, di cui oggi restano solo accennati ruderi, assaltati da roghi di dolenti spine, formato da tre ardite torri, una delle quali era detta la torre dei diamanti,per le pietre di bugnate e spigolose che la rivestivano. A seguito dei movimenti telurici sempre piu’ consistenti, la gente temeva ogni piccolo frastuono che potesse accennare la terra. Briatico, affonda le sue origini , in un passato dove la sua storia la vide cernita da terribili terremoti, e dal loro ripetersi nell’arco del tempo, fino al cataclisma che ne determino’ la sua fine. Accadde che nel venir del mezzogiorno , il 5 febbraio del 1783, Briatico, fu sorpresa mentre era assorta nel suo vivere quotidiano, da un cataclisma che ne segno' la sua esistenza. Il terremoto in tutta la sua forza, colpi gran parte della Calabria, seminando distruzioni complete e morte. A Briatico, crollarono case, altari, morirono gente e la paura dilago’ tra le macerie come olio lampante. Fu uno scossone che smosse la terra , come se il diavolo si fosse impigliato e si dilaniasse dalla foga per uscire dalla sua rete. Perdute furono le case, le fatiche e i sogni di ogni uomo che abitava quel nobile povero monte. La gente non riconobbe piu’ la propia terra, e di fronte al flagello si vide impazzire . La ragione comincio’ a vacillare . E venne giorno, e venne sera, e ancora la terra sotto i piedi tremava. Ogni scossa se pur lieve , tagliuzzava le vene , proibiva a deglutire e staccava i respiri. Ma non fu tutto perduto. Quando l'abisso sembrava scaraventare ogni speranza facendola dirupare giu' dai calanchi, chi rimase vivo allo "squoncasso", e girovagava tra le macerie e le polveri che formavano grumi davanti agli occhi inondati da amarezza e paura:Vide.
Cosi' avvenne che vagabondando attoniti tra la strada impervia e i cumuli di orrore , tra i sopravvissuti, alcuni tra gli altri arrivarono alla chiesa di Santa Maria del Franco. Facendosi largo tra le macerie , e marciando passi verso l'altare, fu vista una meraviglia di luce. La Vergine Immacolata (detta del Ginocchio , per la postura della statua), tutta sana, senza graffi e percosse, era li’, quasi aspettasse loro per essere portata in salvo dagli acini amari di quel colossale crollo.
Il ritrovo, della Vergine , fu per la gente , la riconquista di quella speranza perduta e di quella fede che quasi aveva sradicato la loro esistenza dalla Croce del Cielo.Da qui,dunque la forza che condusse i terremotati, avi e padri, del presente che vive, a stendere un velo di silenzio, sul monte ormai lacerato e disponendosi in file, come formiche, a procedere in processione con la Vergine Maria Immacolata verso un luogo che potesse accogliere le loro anime sfollate passando per i viotti serrati e annichiliti . Lasciando il vecchio sito , i terremotati, giunsero in un nuovo sito detto Cocca , vicino al mare, dove il duca Ettore Maria Pignatelli, allora feudatario di Briatico, toccato da questa distruzione, sacrifico’ le sue terre , donandole ai poveri sfollati .Nella nuova Briatico, fu proprio la Vergine Immacolata che ancora oggi padroneggia sul sagrato della chiesa madre, a essere nominata patrona del paese, la cui festa ancora oggi si festeggia la prima domenica di Giugno.Ecco che allora vengono covate le prime membra della Nuova Briatico con la costruzione dove prima erano interi campi di vigne, dei primi baracconi. Da allora il monte svampito dal crollo abissale e trono , di chi precedette il tempo a venire, con i suoi resti fu nominato “Briatico Vecchio”. Oggi dopo un forte trascorrere dei tempi della citta’ degli avi, di Briatico Vecchio, non rimangono che meditabondi resti di una storia passata, ma ancora viva nelle tracce di una memoria che mai potra’ essere sepolta.
Giusy Staropoli Calafati
14:39 Scritto da giusystar99 in Briatico | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie |
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09/01/2009
Dignita' al passato .... presente che non muore mai
Come si puo'!
Certo la vita e ' davvero difficile da comprendere...Ma forse non e' la vita , siamo noi egoisti uomini che facciamo di noi stessi uno strumento dal quale aver paura.
Siamo freddi come marmi, indifferenti, scivolosi come olii, siamo un'arma rivolta contro noi stessi...
Eppure sembriamo cosi' dolci sotto i riflessi del sole e sensibili difronte una stella cedente..
Ma come scheletri postrati ai piedi del potere, dei soldi, cerchiamo di avere possesso del futuro , slittando come meteoriti nel presente che diventa subito passato-Tempo scomparso-.
Il mio paese e' tanto piccolo, tanto che vive solo ai margini di una societa' che lo sta facendo annegare nelle sue stesse lacrime, quando un progresso fatto di sabbia , forse, cerca di far seccare tutte le sue radici... Ma come posso far capire agli altri che senza passato , non ci potra' mai essere un presente che ci proietti con un balzo energico in un futuro migliore...
A Briatico il 6 Gennaio e' stata fatta la festa della befana, rito che si ripete ormai da quattro anni....molto carino e ancor piu' gioioso specie per i bambini.
Una befana sulla barca per idealizzare la vecchia bruttona che viene dal mare...Ma io, guardandomi intono, ho creduto: non ci sto' fino infondo a questa gioia.
Non ci sto' quando tutto avviene su uno sfondo di degrado del vivere ogni giorno una vita tranquilla, quando avviene nella trascuranza delle nostra vita stessa.
La befana e' arrivata dal mare sullo sfondo della bellissima torre, rudere dove io depongo nelle sue fondamenta , la mia amarezza nel vederla abbattuta dalle intemperie e dall'ignoranza. E ancor di piu' non ci sto' quando uno spettacolo come questo che vuole diventare tradizione , avviene sullo sfondo , letteralmente parlando , di un monumento nazionale , devastato e distrutto .
E' il Mulino della Rocchetta , ai piedi della marina, ...sedotto e abbandonato. Ha le porte sfondate , le finestre distrutte, e vi garantisco che quelle pietre che si accovacciano sulle sue pareti che sicuro sentono il peso dei secoli sono silenziose , ma piangono. Dentro sembra per quel che dalle aperture si riesce a vedere come sia stato luogo di incursioni barbariche. E' triste vederselo cosi', morire in un presente dove il progresso, l'intelligenza, la cultura sono di tutti....
Come si puo' lasciare che l'indifferenza, balza su di noi, come un vagone sulle rotaie?
In realta' e' come la torre , identifica noi stessi nel passare del tempo . Allora ..................?
E' monumento nazionale................
Una storia vera non puo' diventare , covo di macerie e sterpi.
Svegliamoci, e guardiamo il mondo , non facciamo che il mondo collassi, perche' cosi' insieme al mondo, finiremo anche noi.....
Se Briaticesi siamo, e il senso del dovere e del rispetto vogliamo sia dei figli che verranno ...siamo sempre pronti .....
Bisogna ricostrursi e non distruggere...e' sempre tempo per ricominciare pietra su pietra , partendo dal passato, fino a riuscire a edificare un futuro solido e forte.
14:52 Scritto da giusystar99 in Briatico | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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07/01/2009
Presentato il libro su Briatico di Padre Maffeo Pretto
Venerdi 19 Dicembre e' stato presentato presso l'ANAP di Briatico , il libro di Padre Maffeo Pretto: Briatico nella storia.
Avevo gia' letto questo libro da un po' di tempo , e quando mi resi conto di avere finito l'ultima pagina, decisi di volerlo conservare tra le mie cose piu' preziose.
Non sarei mancata per nessuna ragione al dibattito su questa opera, che Padre Maffeo, ha voluto regalare a Briatico, piccolo lembo di terra del meridione del mondo.
Padre Maffeo ha voluto, come un pittore, ritrarre Briatico, come uno scorcio di terra soffice , ritraendone non la sua storia, ma bensi' ritraendolo nella storia.
Ha voluto l'autore, dopo circa, piu' di 30 anni di soggiorno come missionario dei padri Scalabriniani in questo piccolo borgo, portare alla luce le profonde radici , che si erano inabissate tra i roghi delle spine.
Ha voluto, grazie alla sua ricerca continua e alla sua elevata cultura e intellettualita', schiarire i lati di un popolo che visse prima , per dare a noi oggi.
All'evento che e' ritenuto per me di elevata importanza , ha partecipato il vescovo della diocesi, il quale ha voluto portare elogio al lavoro svolto da Padre Maffeo, che non trova eguali ad altri lavori riusciti per altri paesi.
Lo stesso editore, ha voluto precisare l'importanza del libro, sottolineando il fatto che in Calabria nessun altro comune vanta di una storia ricucita pezza per pezza cosi' come ha voluto fare padre Maffeo, grande teologo e amante esploratore attraverso lo studio, della bella Calabria.
In realta' quella sera, non e' stato presentato un libro, ma bensi' e' stata reso pubblico cio' che ha fatto la storia di un popolo come quello di Briatico.
Io fui molto entusiasta, quando seppi che veniva presentato alla citta', il libro dove anch'io mi sono vista protagonista , leggendo tra quelle pagine, sentendomi trasportata dal quel filo continuo che mi lega alle radici dei miei padri.
Peccato per chi no ha saputo; peccato che la gente del popolo era poca, mancavano i giovani, ma mancavano sopratutto i grandi..................
Le parole pero' ormai rimarrano impresse sui fogli conservati in quella copertina magicamente rivestita dall'immagine del vecchiio borgo di Briatico come fosse reale, quindi a chi non ha letto ed ancora gli risulta inesplorato questo piccolo mondo fatto di terra, pietre , ma soprattuto di gente, lo legga il libro, e si permetta di perdersi nella magia di un passato fatto improvvisamente presente .
A Padre Maffeo, grazie di aver voluto coni suoi studi di ricerca, lasciare una traccia cosi' importante a Briatico, e a chi come me, e' riuscito a perdersi con eleganza , tra le pagine e i ritratti di una Briatico nella storia......
15:16 Scritto da giusystar99 in Briatico | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie |
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22/11/2008
Salviamo un monumento storico d'Italia(Torre Saracena -La Rocchetta (Briatico) )
ATTENZIONE
A tutti i visitatori del mio blog, a tutti i calabresi, a tutti i briaticesi, a tutti gli emigrati, a tutti i turisti che hanno avuto modo di apprezzare , a tutti gli italiani.............
Voglio in qualche modo salvare la mia bella torre Saracena scenario indescrivibile di uno dei pezzi di costa ( costa degli Dei)piu' bella, ma anche piu' sola d'Italia.
Ho deciso di voler incominciare cosi', per questo mi rivolgo a tutti coloro che amano le bellezze d'Italia, la storia dei monumenti e i resti della storia.
A Briatico -VV- (Calabria), mio paese natale, nella zona della marina ci sono i resti di una splendida torre d'avvistamento antichissima, la quale ormai e' abbandonata alle corrosioni del tempo e degli uomini.
Pertanto vorrei riportarla all'attenzione delle tante istituzioni che contano , in modo da prenderne dei provvedimenti per il recupero.
Ancora si dice che proprio attorno alla torre si costruira' un porto. Ma si puo' dopo avere ritrovato una tela cosi' antica e bella tra il mulino della rocchetta e la torre , costruirci attorno un porto?
Allora dico, un porto si', ma non dove vive un patrimonio storico dell'umanita' .
Sarebbe come una belta' svilita..........................
Prima pero' di lanciare la mia richiesta di soccorso al recupero del rudere , parte della storia d'Italia, vorrei provare a capire, quanti come me tendono a matenere viva la storia in tutte le sue sfaccettature, specie quando sono ancora tangibili.
Pertanto vi prego lasciate tutti un Vs. commento in proposito a sostenimento di questa piccola battaglia di recupero che vorro' condurre....... e poi come si dice "Uno su mille c'e' la fa".
E... se io cosi' piccola e donna fossi quel numero mille..........
Le mie radici non le faro' morire cosi'.............
Tentiamoci................... Maggiore sara' la solidarieta' esterna, piu' forza avro' di andare avanti.
Girate questo appello a chiunque possa essere con me un sostenitore di un passato che vive...
Partecipate al sondaggio che trovate sul blog........ Dovessi riuscire in qualcosa sarete i primi a saperlo , e se cio' avverra' potrete essere fieri di aver contribuito a mantenere vivo un pezzo di storia d'Italia la' dove l'indifferenza ne stava logorando le piccole radici rimaste.......
Grazie
Giusy
10:40 Scritto da giusystar99 in Briatico | Link permanente | Commenti (14) | Segnala | OKNOtizie |
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28/10/2008
BRIATICO: LE RADICI SOSPESE TRA BRIATICO VECCHO, LA TORRE SARACENA E IL MULINO DELLA ROCCHETTA(parte seconda)
Mi sento di voler ripartire da dove ero rimasta.
Ero rimasta proprio li, appesa al'incertezza di cosa la gente sia in questo mio piccolo mondo.
Riparto da dove dissi: "Non c'e' storia senza gente , e non c'e' gente senza storia".
Io piccola scrittrice di paese, banale forse, mi sento un'acrobata nel cerchio dei ricordi. Quei ricordi che trovo annidati nei cigli dei piccoli viottoli che mi portano al mare, o in salita che mi portano nelle campagne di Solaro, dove vissi l'eta' piu' bella della mia adolescenza.
A Solaro ancora ergono appena dai roghi di spine le vecchie mura, e quando oggi ci passo le guardo e sento che ogni granello di pietra che le sorregge a stento e' decisamante stanca e inaridita.
E ritorno con la mente al "Dove sono"?
Sono qui , mi dico a Briatico, terra del mio cuore, dove senza poter fare nulla vedo il passato di una terra cosi' bella, scivolare furiosamente sui binari di un'indifferenza sovrumana.
Poi spesso mi ritrovo a parlare e dico: "Lo sai che se siamo qui, noi, oggi, e' perche' ieri qui c'e' stata altra gente prima di noi? e chi mi ascolta dice: "E chi era" Io rispondo: "Erano i nostri padri". Coloro che partirono dal bel colle sopseso tra le due fiumar d'acque . Erano la vita di quelle pietre oggi affrante. Quelle pietre che furono mani spaccate dal lavoro, visi abbronzati dal sole, furono paura di fame e preghiere di notte. Quelle pietre che furono vita...........
Poi mi si domanda: Come puo' essere che pietre furono vita.....
Allora io invito tutti a venire con me su quel bel monte e vedere come nel silenzio sublime di quella terra e' possibile ancora ascoltare , a stento si, ma ascoltare le voci delle radici rimaste attanagliate tra le antiche mura dl castello, i resti dei coventi, delle case. Scoprire con i propri occhi la meraglia di chi impazzito dalla paura e dallo squancasso del maledetto terremoto del 5 febbraio del 1783, ritrovo' la forza nel rinvenimento della statuta della Vergine Immacolata, ritrovata tra le rovine senza nemmeno un graffio.
Eppure a volte , tanti ragazzi sento che vanno a Briatico Vecchio, ma sapete a fare cosa?
A fare falo', dento le mura del castello, a decapitare le piccole mura rimaste, a cacare dentro le mezze stanze rimaste in piedi. E, questo sapete cosa vuol dire?
Vuol dire non sapere quello che vi fu prima di noi, non sapere che il nostro essere appartiene al passato, non sapere che siamo figli delle radici ormai stanche di un vecchio ulivo.
Un tempo c'e' stato chi come me, in memoria del passato ha voluto attraversare il Murria ,risalire sul monte rivalutandone la sua fiera gloria, ma poi e' precipitato in un baratro senza ritorno , ed ha mollato. E io, io cosa possa fare? A parole certamente niente , pero' con i miei versi non smettero' mai finche' avro' respiro di rendere la vita dei miei avi il mio piu' bello idillio.
Allora da quel monte scendo e percorro la valle fino alla marina. Qui' ancora visibili sono le radici tenaci dlla mia Briatico sparse tra l'arco del mio bel mulino e la mia bella torre saracena. Da quando imparai ad amarla ad oggi la torre ha fatto diverse mute, e intanto che il tempo passa, le intemperie del tempo la sgualciscono, e nessuno reclama soccorso per essa. Io pero' che vivo alle pendici sublimi della mia torre dove respiro la piu bella aria, presto finiro' di mettere insieme cio' che la ricompone fino ad ieri e lascompone poi ggi , portando la storia di questo amato rudere all'attenzione di tanti e poi staremo a vedere se la storia , abbia forza di vincere l'indifferenza di un popolo solo come il nostro.
Quanto all'amato arco del mulino della rocchetta , oggi Monumento Nazionale sulle carte, mi logoro tutte le volte che lo guardo. Tutte le volte che guardo sgretolarsi i suoi fianchi, tutte le volte che guardo le sue maestrie e poi improvvisamente le vedo morire in soltudine tutte pelle e ossa.
Ho tentato piu' volte a far sapere del suo stato inaccettabile di abbandono e degragdo, da quando e' stato chiuso l'ultima volta, e non per me , ma per la dignita' di un popolo che trova le sue radici anche dentro le sue mura. Solo posso dire, a chi oggi ne e' custode di questa nobile e valorosa fortezza, non lasciate che l'ignoranza e la strafottenza di piccola gente di paese possa ridurlo a un cumulo di macerie come sta avvenendo ogni giorno senza ritegno. E' davvero un peccato.........che va oltre la meterialita' delle cose.
Oggi Briatico come tempo presente non ha nulla, nulla di cui farne un vanto. Ma prima ancora che cada nudo sopra un marmo freddato , invito fortemente tutti i Briaticesi e quanto si sentono anche se lontani ancora figli di questa terra : "ricoltiviamo le vigne del passato, dove di noi, gente di Briatico, nacquero le prime gemme .Stralci di memoria ancora viva......
13:27 Scritto da giusystar99 in Briatico | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | OKNOtizie |
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21/10/2008
BRIATICO: LE RADICI SOSPESE TRA BRIATICO VECCHO, LA TORRE SARACENA E IL MULINO DELLA ROCCHETTA(parte prima)
Un giorno, qualcuno scrisse dentro di me qualcosa, e credo l'abbia incisa proprio nel mio cuore.
Prima non mi accorsi , pero' poi, crescendo incominciai a leggermi dentro e vidi che nella parte di me piu' profonda c'erano delle scritte.
Volli leggere, e lessi .
Lessi e mi stupii, perche' in quelle parole era incisa la mia vita, le cui origini erano lunghe e forti come le radici di un verde ulivo.
In quel momento inizio' la ricerca di un passato che pero' vedevo ormai dimenticato negli occhi degli altri.
Il passato di gente che ci furono padri, il passato di pietre che ci furono case, il passato di ossa che ci furono scudi, il passato di acque che ci furono vita.
Capii che tutti avevano abbandonato alle intemperie argute del tempo quello che un giorno, fu prima di quello che oggi e'.......Dimenticando, avevano tolto tutto non soltanto a me , ma anche a chi come me avverte le proprie radici piu' forti delle ali.
Cosi, quando era chiaro il significato di quanto lessi, non mi fu dato piu' di rimanere a gurdare gli occhi vaghi della mia gente , quando anche per caso si ritornava con pochi accenni al passato.
Un giorno scrissi di una delle ultime radici che mi lega ai miei padri e dissi:
"Non c'e' storia senza gente, e non c'e' gente senza storia".
Quel giorno volli solo parlare a chi ho creduto potesse avere orecchie per sentire.....
E volli parlare della mia terra, della mia aria, del mio mare , del cielo sotto il quale la mia amata Briatico, ogni giorno dorme soavemente.
Parlai di un filo ,lungo quanto non saprei dire, ma forte abbastanza da ritornare in cima al monte dove s'intronarono le origini della mia terra e donde Briatico incomincio' a respirare l'aria della sua vita.
Per strada parlo alla gente e allora a volte a qualcuno domado:
"Chi e' Briatico? " "Cos'e' Briatico"?
In quel momento vedo sguardi che mi perforano l'essere , perche' quella domanda senza mai risposta li smarrisce.
Allora dico: perche' gente di questa terra la bava vi scende quando a parole ne sussurrate il nome?
Continuero' a scrivere un altro giorno.........by
15:47 Scritto da giusystar99 in Briatico | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | OKNOtizie |
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06/10/2008
BRIATICO: ANTICA TORRE SARACENA(LA ROCCHETTA)
11:58 Scritto da giusystar99 in Briatico | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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