13/06/2012
PER PROCURA
Lo sposalizio dell’emigrazione,
è il matrimonio fatto per procura.
Una foto e una valigia di cartone
Per cento lire dell’America lontana.
Partenze sfinite e cuori in lutto
Saluti, pianti e abbracci popolari
Amaro ogni ulivo rimasto solo e sfitto.
Senza ulivi di dota, e corone di rosari.
Racconti in terza classe singhiozzando
Della Calabria che se ne va oltre il mare.
Ricordi che lontano stanno andando
Perché la ‘Merica si deve maritare.
Giorni di viaggio e viaggi di memoria
Un biglietto di carta è il solo invito.
Un carosello carico di storia,
L’America mi vuole dar marito.
Un velo mi porto, la dote di mia madre.
Sul petto, il crocifisso di mio nonno,
I baci in fronte del caro mio padre
Le notti perdute che non prendo sonno.
Saluto la mia terra e la mia casa
porto un’immaginetta dentro il petto
nel cuore porto il resto di ogni cosa
le lacrime dentro il mio fazzoletto.
La cara mamma, in un porta ritratto.
Tutti i parenti miei, sopra una mano.
I giochi a campana in uno scritto,
I giorni di domenica , lontano.
Vado a farmi famiglia, o terra mia
Ma se mi resta qui, un solo ulivo
Ai figli miei dirò qual’ è la via
Per riportami in tempo finchè vivo.
Non è un addio, ma un solo saluto,
Alla mia casa e all’orto dei limoni.
Alla fontana dove un dì ho bevuto,
Al passero volato oltre i confini.
Giusy Staropoli Calafati
12:43 Scritto da giusystar99 in le mie poesie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook













Scrivi un commento