BACIAMOCI LE MANI!

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Baciamoci le mani tutti. Un Flash Mob. Tutti quanti. Poi però chiediamoci scusa. Per il bacio, per esserci presi le nostre mani le une nelle altre, ed essere dello stesso paese. Appartenere alla stessa regione ed essere protagonisti della medesima storia. Perché il nostro baciamano sarà oggetto di cronaca e non di risveglio. Verremo giudicati per il gesto devoto e non per la fede che abbiamo.

Tanto quaggiù siamo tutti uguali. Uguali tra noi e diversi dal mondo. Quello che giudica, impreca, bestemmia e critica. Quello che non ci conosce e predica come fosse Cristo. Mentre i Cristi siamo noi, quelli che stanno al Sud. E San Luca lo pregano davvero. Inginocchiati, da padri e madri. Da figli, disoccupati, pastori e giornataie. Partorienti e scolari. Maestri e contadini. Coloni e ‘gnuri.
Certe volte senza casa e senza palazzi. Senza giustizia. Senza difensori.
E per cosa?
Per il pane, la salute, la pace, il lavoro, la terra. Quella onesta che produce frutto.
Il baciamano del boss a San Luca fa il giro del mondo. La notizia invece che a San Luca è stato arrestato un boss, a  San Luca resta. E nessuno ci piscia sopra, tutti fuori dal vaso.
E poi nelle altre parti d’Italia, si scannano per voti, leggi, emendamenti, soldi, vitalizi, appalti. Addirittura, ci si batte per il capo dei capi. Per dare a chi ha ammazzato cristiani e non cani, a dozzine, una dignità alla sua morte. E alla nostra di dignità, chi ci pensa? Certamente Antonio, l’uomo del baciamano intendo, ha agito senza pensare alla potenza del suo gesto. Con la libertà che è solita dell’agorà del paese. Poi però  quando s’è accorto d’aver con le sue mani, portato la sua gente e il suo paese, sopra il ciuccio bianco del mondo, ha chiesto scusa. Con tutta la sua dignitosa fragilità.
Ma che volete di più?
Amplificare certe cose fa più male che farle.
Ho sempre condannato e comunque non condiviso gli inchini dei santi agli uomini, o i baciamano tra gli uomini. Gesti miseri.
E non mi piace quando li vedo fare a un prete, o anche un vescovo. Gesù non voleva essere baciato, ma baciava. Non voleva essere riverito, ma riveriva. Gesù non voleva gloria, ma ne dava. Non si imbardava, ma girava nudo. Non aveva cuciture, ma era tutto d’un pezzo. Non trovava porta aperte, ma se le faceva aprire. Era Gesù appunto.
Allora facciamo che oggi la Calabria, si chiama tutta  San Luca e i calabresi tutti sanluchesi o sanlucoti, come più vi aggrada, senza cresima. Pensate ci amerebbe lo stesso, Dio? Quanto tempo perderebbe per giudicarci, lui?
Ci amerebbe e non perderebbe tempo, ve lo dico io. Perché se qualcheduno tra gli uomini è tinto davvero, ve ne sono altri sani e degni, Santo Dio! E nei paesi come i nostri dove nove su dieci si è parenti, e tutti, anzi tuttissimi amici, compagni, vicini, compari, se vogliamo, chi cazzo è che non si parla? Chi non si conosce? I nostri piccoli paesi, ai piedi delle montagne sono fossili, in riva al mare, conchiglie. E ti ci ritrovi nell’uno e e nell’altro. E non perché si vuole reggere un sistema, come chi non conosce afferma, ma dov’è che devi andare a farti una vita, se la tua vita è lì. E non è omertà. Ma appartenenza ai luoghi da cui si pende e si dipende. I luoghi dove si è nati, e gli amici con cui ci si è cresciuti. Null’altro. Garantito!
Mi sento di San Luca anch’io. E se avessero vietato la cresima a me, mi sei sentita più povera. L’avrei presa come una condanna di vita, è vero. Perché in vista del clamore è stato revocato il sacramento, così come in vista del clamore è stato ucciso il Cristo.
Bisogna solo decidere da che parte stare.  Se aiutare la terra e la sua gente a rinascere(e le forze dell’ordine, del cui arresto non vi siete accorti, lo hanno fatto), o destinarla a morire.
Un sanlucoto lo disse: il calabrese va parlato. Io aggiungo: Né giudicato, né punito. Lui era Corrado Alvaro.
P.S. ai giornalisti del TGR Calabria grazie per parlare a San Luca!
BACIAMOCI LE MANI!ultima modifica: 2017-06-08T15:49:16+00:00da giusystar99
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