Piange la Puglia come Cristo nel Getsemani

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Come Cristo nel Getsemani, la Puglia piange tra gli ulivi.

– Allontana a da me questa calice – gridava al Padre il Figlio dell’uomo. I figli delle madri invece non hanno fatto neppure in tempo a dire al Figlio dell’uomo: – allontana da noi questo treno Signore. Perché al Sud si viaggia su un solo binario e quasi sempre sono viaggi di non ritorno. Si viaggia per morire con biglietti di sola andata. E in Terronia, quella bella, quella con tante case della gente e famiglie con figli e padri e madri, con gli alberi, le cicale, il mare, la montagna, si muore per viaggiare gente mia! Per raggiungere le case, incontrarsi con i parenti e fare festa… Si muore per uscire dal paese per quella strada che non ha fortuna. Ché è discola, frana, smotta, ha un senso di marcia solo e c’è chi va e c’è chi viene. E si confonde.

Da tempo oramai piangono gli ulivi pugliesi. Gli alberi come cristiani si disperano. Mai avrebbero pensato di divenire sepolcro. Erano stati sempre culla, da secoli accoglienti letti d’ulivi per molti, tanta gente. Anche per il contadino che ora non v’è più eppure par che è la che dorme. E non si lamenta sapete! Con la sua tempra meridionale tutto sopporta. Anche la morte sua.

Il pianto degli ulivi si sente. Come se si sente! Va col vento come la bandiera della Nazione. Mai, alberi miei!, avevano pensato che un giorno sarebbero serviti perché ad ogni loro piede vi si piantasse una croce. Una di nuovi Cristi. Una di solo legno e di ossa che è più grande di tutte e si sta al centro, tra Andria e Corato. Al centro della terra di padre Pio, quella stessa dei trulli, delle belle masserie, della pizzica tarantata. Al centro di due treni che nel più bello di un brindisi meridionale come i due più preziosi bicchieri di cristallo presi dalla credenza della nonna, urtando si frantumano.

E che ne sanno gli abitanti delle città devote allo Stato cosa piange oggi il nostro Sud? Che ne sa lo Stato dello stato d’animo di un Sud con gli occhi sgranati innanzi al feretro dei parenti ancora aperto?

Nulla di speciale sa. Appena i nomi di chi senza un volto, nel Getsemani pugliese, accetta il calice offerto da Dio.

Nel cuore di molti c’è tristezza e sdegno questo 13 di Luglio. Nel cuore di tanti però ancora nessun Sud per cui vale la pena di battersi il petto. Lottare.

Ma al Presidente Renzi, da meridionale, madre, moglie, figlia e scrittrice, una cosa la voglio proprio dire: “La storia si ripete presidente. Quelli di oggi son gli stessi morti di ieri. Quelli serviti a farVi una l’Italia.”

 Giusy Staropoli Calafati

Piange la Puglia come Cristo nel Getsemaniultima modifica: 2016-07-13T18:06:46+00:00da giusystar99
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