BACIAMOCI LE MANI!

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Baciamoci le mani tutti. Un Flash Mob. Tutti quanti. Poi però chiediamoci scusa. Per il bacio, per esserci presi le nostre mani le une nelle altre, ed essere dello stesso paese. Appartenere alla stessa regione ed essere protagonisti della medesima storia. Perché il nostro baciamano sarà oggetto di cronaca e non di risveglio. Verremo giudicati per il gesto devoto e non per la fede che abbiamo.

Tanto quaggiù siamo tutti uguali. Uguali tra noi e diversi dal mondo. Quello che giudica, impreca, bestemmia e critica. Quello che non ci conosce e predica come fosse Cristo. Mentre i Cristi siamo noi, quelli che stanno al Sud. E San Luca lo pregano davvero. Inginocchiati, da padri e madri. Da figli, disoccupati, pastori e giornataie. Partorienti e scolari. Maestri e contadini. Coloni e ‘gnuri.
Certe volte senza casa e senza palazzi. Senza giustizia. Senza difensori.
E per cosa?
Per il pane, la salute, la pace, il lavoro, la terra. Quella onesta che produce frutto.
Il baciamano del boss a San Luca fa il giro del mondo. La notizia invece che a San Luca è stato arrestato un boss, a  San Luca resta. E nessuno ci piscia sopra, tutti fuori dal vaso.
E poi nelle altre parti d’Italia, si scannano per voti, leggi, emendamenti, soldi, vitalizi, appalti. Addirittura, ci si batte per il capo dei capi. Per dare a chi ha ammazzato cristiani e non cani, a dozzine, una dignità alla sua morte. E alla nostra di dignità, chi ci pensa? Certamente Antonio, l’uomo del baciamano intendo, ha agito senza pensare alla potenza del suo gesto. Con la libertà che è solita dell’agorà del paese. Poi però  quando s’è accorto d’aver con le sue mani, portato la sua gente e il suo paese, sopra il ciuccio bianco del mondo, ha chiesto scusa. Con tutta la sua dignitosa fragilità.
Ma che volete di più?
Amplificare certe cose fa più male che farle.
Ho sempre condannato e comunque non condiviso gli inchini dei santi agli uomini, o i baciamano tra gli uomini. Gesti miseri.
E non mi piace quando li vedo fare a un prete, o anche un vescovo. Gesù non voleva essere baciato, ma baciava. Non voleva essere riverito, ma riveriva. Gesù non voleva gloria, ma ne dava. Non si imbardava, ma girava nudo. Non aveva cuciture, ma era tutto d’un pezzo. Non trovava porta aperte, ma se le faceva aprire. Era Gesù appunto.
Allora facciamo che oggi la Calabria, si chiama tutta  San Luca e i calabresi tutti sanluchesi o sanlucoti, come più vi aggrada, senza cresima. Pensate ci amerebbe lo stesso, Dio? Quanto tempo perderebbe per giudicarci, lui?
Ci amerebbe e non perderebbe tempo, ve lo dico io. Perché se qualcheduno tra gli uomini è tinto davvero, ve ne sono altri sani e degni, Santo Dio! E nei paesi come i nostri dove nove su dieci si è parenti, e tutti, anzi tuttissimi amici, compagni, vicini, compari, se vogliamo, chi cazzo è che non si parla? Chi non si conosce? I nostri piccoli paesi, ai piedi delle montagne sono fossili, in riva al mare, conchiglie. E ti ci ritrovi nell’uno e e nell’altro. E non perché si vuole reggere un sistema, come chi non conosce afferma, ma dov’è che devi andare a farti una vita, se la tua vita è lì. E non è omertà. Ma appartenenza ai luoghi da cui si pende e si dipende. I luoghi dove si è nati, e gli amici con cui ci si è cresciuti. Null’altro. Garantito!
Mi sento di San Luca anch’io. E se avessero vietato la cresima a me, mi sei sentita più povera. L’avrei presa come una condanna di vita, è vero. Perché in vista del clamore è stato revocato il sacramento, così come in vista del clamore è stato ucciso il Cristo.
Bisogna solo decidere da che parte stare.  Se aiutare la terra e la sua gente a rinascere(e le forze dell’ordine, del cui arresto non vi siete accorti, lo hanno fatto), o destinarla a morire.
Un sanlucoto lo disse: il calabrese va parlato. Io aggiungo: Né giudicato, né punito. Lui era Corrado Alvaro.
P.S. ai giornalisti del TGR Calabria grazie per parlare a San Luca!
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LA TERRA DEL RITORNO al Caffè Letterario Mario La Cava

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Mileto come Cristo è tra gli ulivi/ Ciao FRANCE’!

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A un soffio d’alito da sua madre, nella terra piana, in mezzo agli ulivi, Francesco ha finito la vita. Il tempo di una clessidra. Non era stata tanta. Perché 16 non è tanto come numero. Non è niente.
L’hanno ammazzato, Francesco. Come un cane, soppresso. Ma Francesco non era un cane. Era un ragazzo. Un figlio. Era il turbine della speranza. E poi ancora, era gli ulivi. Il profumo, l’essenza. Eppure nessuna di quelle piante, lo ha salvato. Avrebbero potuto con i loro fusti giganti e antichi, mettersi davanti a lui, parargli i colpi, eppure non lo hanno fatto. Ed è caduto in mezzo a loro, forse con la faccia al cielo, o forse alla terra. Forse con lo stesso grido di sua madre quando lo ha partorito. Perché si grida allo stesso modo per la vita e per la morte.
Non lo conoscevo Francesco. Anzi oggi vi dico: ho conosciuto Francesco. Ha 16 anni, è di Mileto. Ed è bello sapete! Penso di restargli amica. Mi piace Francesco. Ha coraggio. È forte. È la vita.
Mentre guardo Francesco in una foto, mi chiedo: Ma che cazzo sono gli ulivi in una terra come la nostra? A che valgono? A che servono?
Gli ulivi sono sepolcri. Sepolcri imbiancati di cui nessuno dice. E in mezzo a loro, tra di loro, è stato ammazzato Francesco. E come loro ora resterà secolare il dolore di sua madre. Il lutto di suo padre. Il vuoto lacerante del paese.
– Francé, a tua madre, ti prego, diglielo tu. Regalale un sogno stanotte. Dille che ci sei ancora. E fatti abbracciare un’altra volta. E poi non te ne andare. Restale accanto. Aiutala a piangere e cogli le sue lacrime e offrile con te al nostro Dio. Tanto so che lo stai già facendo. Ti vedo.
Al centro della terra di mamma Natuzza,c’è lei . Al centro del cielo di Dio, ci sei tu.
Nel cuore di molti c’è tristezza e sdegno. Nel cuore di tanti però c’è preghiera. Per te e per il mondo.
Ciao Francè!

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31 Maggio LA TERRA DEL RITORNO a Catanzaro

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CHIARIFICAZIONE

A chiarificazione dell’equivoco, sorto sui socialnetwork, in merito alla dicitura apposta sulla fascetta del volume di Giusy Staropoli Calafati dal titolo “La terra del ritorno”, si precisa che il romanzo è vincitore della selezione regionale calabrese del Premio letterario “La giara” della Rai.POST_FB

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Premio Letterario Amaro Silano

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Giusy Staropoli Calafati, finalista al premio letterario Amaro Silano.

Il 3 Maggio Cerimonia conclusiva a Cosenza.

Incrociamo le dita!

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TOUR LETTERARIO DE ‘LA TERRA DEL RITORNO’. Date in aggiornamento

– 21 Aprile ore 18:00, Biblioteca Comunale, Cortale
– 22 Aprile ore 17:30, Club Unesco Palazzo Amaduri, Gioiosa Jonica
– 27 Aprile ore 17:30, Lamezia Terme
– 28 Aprile ore 18:30, Pizzo
– 04 Maggio ore 18:00, La Calabria che rema (ANNULLATA)
– 06 Maggio ore 18:00, Vibo Valentia
– 09 Maggio ore 15:00, Liceo Artistico D. Colao( ANNULLATA)
– 12 Maggio ore 18:00, Vibo Valentia
– 17 Maggio ore 16:45, Reggio Calabria
– 20 Maggio, Torino, Salone del libro.
– 27 Maggio ore 11:00, Roghudi
– 31 maggio ore 18:00, Catanzaro, Libreria Punto e a capo.
– 03 Giugno ore 18:00, Bovalino – Caffè Letterario Mario La Cava–
– 17 Giugno, Verona
– 24 Giugno ore 18:00, Mongiana
– 27 giugno, ore 21:00 Reggio
– 29 giugno, ore 18:30, Riace
– 01 Luglio ore 17:00, Bova
– 01 Luglio, Palizzi, ore 19:00
– 07 Luglio ore 18:00, Mirabeau Park Hotel, Gasperina
– 08 Luglio ore 18:00, Crotone
– 22 Luglio ore 18:00, Santa Caterina dell Jonio
– 29 Luglio, Agriturismo a Lanterna, Monasterace
– 01 Agosto ore 21:00, Zambrone
– 03 Agosto ore 19:00, Porto di Vibo Marina
– 15 Settembre, ore 18:00, Castrovillari
– 29 Settembre ore 18:00, Montepaone
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Premio poesia dialettale U. LaFortuna. Il bando.

È partita la 6° edizione del premio di poesia dialettale U. LaFortuna, nell’ambito della rassegna letteraria del Premio Caccuri. Responsabile della sez. Giusy Staropoli Calafati.
Partecipate, partecipate!

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Scaricate il bando seguendo il link:

Premio “Umberto Lafortuna” 6^ edizione anno 2017 Bando e regolamento

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LA TERRA DEL RITORNO

Pubblicare un libro provoca sensazioni uguali a quelle che si provano quando si partorisce un figlio. Perché in fondo un libro lo è. È figlio. Ma come i figli dal momento in cui nascono, i libri dal momento in cui sono editi, non sono più tuoi. Non ti appartengono più. Perché chi scrive incomincia a farlo per se, è vero, ma poi s’accorge che è agli altri che deve donare ciò che ha scritto. È la legge. E come ogni figlio è diverso dall’altro, così è per i libri.

libro_pic#LaTerradelRitorno, è diverso da tutti gli altri che ho scritto. È un romanzo che mi ha richiesto tanto tempo e tanta fatica. E come una madre dona il suo tempo e le sue fatiche ai figli, io mi sono donata a lui con la gioia delle madri. E ho scritto di figli, di padri e di madri, senza le quali un vero libro non potrebbe esistere. Ho scritto di me? Forse sì, forse no. Ho scritto della vita però. Della terra. Della gioia d’esistere, di quella che si prova andando, ma di più ancora tornando. Quando tornare rimane la forma più estrema di viaggio. E ho scritto di voi. Di tutti voi che so che per curiosità, per gusto, per piacere, per non so cosa, lo leggerete.
Vi avevo anticipato che la copertina del libro era bellissima. E lo è. Per me lo è davvero. Guardandola mi sembra di vedere scritto in essa tutto il libro. E fidatevi che c’è.
Mi incanto a guardala davanti al mio pc, perché mi piace. E Perché ciò che rappresenta lo riscriverei per altre mille volte ancora.
Ora, per vivere certe gioie, si dice che vanno condivise. Ed io incomincio a condividere con voi questa pagina di storia bellissima.
La copertina de #LaTerradelRitorno, in libreria dal 6 aprile, per i tipi di Pellegrini editore.
#Chapeau

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LA TERRA DEL RITORNO, PELLEGRINI editore. Di Giusy Staropoli Calafati. In tutte le librerie dal 6 aprile

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Dal 6 aprile in tutte le librerie.
Prenota adesso la tua copia presso il tuo libraio di fiducia.
Chiunque volesse ospitare una presentazione-reading del libro può scrivere inviando una mail a giusystaropoli@libero.it. <3
[…] – Dai – gli dissi – torniamo a casa pa’. Si è fatto tardi.
E mentre la terra ci rimaneva alle spalle, gli diedi la mano come quando ero bambino.
– Sono tornato pa’. Sono tornato! […]

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PROMOZIONE DI NATALE CON I LIBRI DI GIUSY STAROPOLI CALAFATI

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Un libro sotto l’albero. Anzi due.
ORDINALI ANCHE TU!
Questo Natale Promozione Speciale per coloro che intendono mettere la Calabria letteraria sotto l’albero. Saverio Strati- non un meridionalista ma il Meridione in se che parla, e Saverio Strati -Due racconti, a soli €15,00 anziché €18,00 spedizione(piego di libri) inclusa.
Per info, ordini e prenotazioni manda una e-mail a giusystaropoli@libero.it

“Libra, vroccula mandarini e amuri, pe acconzari lu jornu di Natali”

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È L’ ORA DELLA RIVOLUZIONE (meridionale)

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La vera rivoluzione, per chi c’è ancora è continuare a restare. Per chi è partito invece, tornare.

Come si può restare se manca il pane e la dignità della farina?

Come invece si può tornare nel paese delle mafie?

Qualche d’uno che resta dice che potrebbe venire lo Stato a salvarci dalle carestie, gli agguati, e forse anche dalle litanie pastorali. Ma non mi fido. Aiutati, sapevo io, che Dio ti aiuta.

Qualche altro che è partito invece, questa terra la bestemmia. Impreca e si danna perché è qui che è rimasta la casa di suo padre.

Chi ci resta e la abita, non sbarca mai il lunario. Stenta. Aspetta e spera. E si batte per dignità e lavoro.

Chi si allontana, pur dignitosamente lavora, ma se fa quella ‘cazza’ di fortuna a cui ognuno gratuitamente ambisce, allora  rinnega pure la casa del padre e indietro non si volta neanche più.

Ma che si volta a fare!?

Mi dicono d’esser nata nella terra di nessuno. Ma son falsi sti profeti. Questa è la mia terra. La stessa che ha pianto, patito, sofferto e perso sangue assai, quando l’unità d’Italia gliel’hanno imposta dando vita a quelle mafie che oggi fanno la sua più grande colpa.

E c’è chi va e chi  non viene. Chi non viene e chi va soltanto.

E nessuno mai sente dire: “dove vai tu povero ragazzo frale? Là, nella mia terra, la dove io nacqui e mi divise l’Italia”.  Perché nessuno torna. Perché non può tornare.

È brutta bestia la dualità tra erranza e restanza. Un cranio randagio il pregiudiziale che ci mette alla gogna noi meridionali. Una cancrena lo sputo dentro il piatto dove si è mangiato di certuni.

È bruttu l’occhju du mundu, mi diceva mia nonna. Ed è vero. Aveva ragione. Agli occhi del mondo siamo solo terra di mafie. L’aristocratica ndranghetown.

Laggiù c’è ciucci e pure scecchi – vanno dicendo. – Bestie da soma e soma per uomini. C’è una madre ignorante sempre gravida che sforna figli come conigli. E chi ci va più laggiù?!

E invece no. Non è vero. Ché se poco poco alziamo la mano, per dire che la risposta la sappiamo, ci chiamano terroni. E se ce ne stiamo citti, cazzoni. Ma c’è scienze quaggiù, sapete! Teste sode.

Quanto ad altro, non abbiamo grandi fabbriche perché se le son portate tutte via. Non ci sono soldi perché sono partiti con le fabbriche. E se non c’è dignitosa farina è perché se la son tenuta tutta per loro. E ci obbligano a partire. A vivere con due cuori: uno che dice va e l’altro, che vai a fare.

“[…]Anche a Terrarossa vivono uomini con la bocca, con la testa, con i piedi….

Pane e lavoro vogliamo.

E se voi […]non ci mandate la farina faremo la rivoluzione”[…]SAVERIO STRATI

E poi ci sono libri di letteratura che sono come autentici manuali di vita. Ve lo direbbe finanche Corrado Alvaro. E ci sono memorie che seppure non quietano la fame, non la saziano, se innestate su giovani rami, danno buon frutto. E poi ci sono pure io. Io sì. Io che sto dalla parte di chi non aspetta lo Stato a portare il bene; di chi la rivoluzione la fa se ha fame e se piove.

E oggi ho tanta fame ( i miei figli ce l’hanno) e fuori piove. E loro padre non lavora.

Non mi credete vero?

Venite a vedere il paese di chi resta come me. Troverete cose che nessuno vi ha mai raccontato. Neppure chi è partito. Eppur ci sono.

E io[…]qui ci resto /a scoppiare come le cicale/ finché morte non mi separi/ e un figlio m’atterri lontano/ senza l’odore dei mandarini.

(è questa la mia vera rivoluzione!)

 Giusy Staropoli Calafati

 

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APPUNTAMENTI CON L’AUTRICE

giusy staropoli prima di copertina

– Sabato 29 ottobre ore 10:30, Scuola Primaria Statale Corrado Alvaro, Sant’Agata del Bianco, -RC- (Libriamoci)

– Domenica 30 ottobre, ore 18:00, Associazione Agape, via Marchese 24, Bianco- RC-

– Sabato 5 novembre, ore 18:00, sede CAI sez. Aspromonte, Via Sbarre Superiori – RC-

– Sabato 3 Dicembre, ore 18:00, Maierato -VV-

 

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LIBRIAMOCI 2016…

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RECENSIONE. ANGELA “LA MALANDRINA” di TITTI PRETA

TITTICara Angela, Assunta, La malandrina…,

grazie a quella scrittrice che ti h ridata alla storia, ora ti conosco anch’io.
Non è stata vana la tua morte, no. Non è stata solo sangue versato, grido, pianto…, perché come un giglio in mezzo ai cardi, la tua storia rispunta.
Leggere Angela la Malandrina, di Titti Preta, è stata una straordinaria avventura. Un tuffo, in apnea, nella storia che mi -ci- appartiene. Perché Angela è la storia. Angela è metafora di una Calabria divenuta “brigante” per necessità. Perché le vicissitudini del suo così grande e afflitto Sud, l’hanno portata a divenire tale. E Angela, o Assunta, o meglio ancora la Malandrina, si riassume semplicemente nel nome di una terra che sul suo petto ha impressa la geografia dei volti degli uomini e delle donne ‘briganti’ che l’hanno abitata, vissuta, e stranamente anche recuperata.
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È bella, intrigante e saporita le storia di Angela. Magistralmente descritta dall’autrice che con l’utilizzo di alcuni termini dialettali, o meglio ancora espressioni non popolari ma popolane, da alla storia quella profondità di cui necessita.
Torna prepotente dentro questo libro la schiavitù delle ‘femmine’ del Sud e la voglia di libertà delle stesse che per far parte ‘forse’ dei vincitori’ diventano brigantesse. Come la Capitana, e poi anche Assunta e le altre che pur facendo la vita si riconquistano donne.
La fuga verso la libertà dell’essere se stesse e poi il ritorno a quel senso d’appartenenza dal quale si era fuggiti.
Angela, spregiudicata e assassina, maschia nell’agire, torna a un certo punto a essere non femmina ma donna. E sente la necessità d’esserlo oltre che nel corpo anche nello spirito. E morirà da donna, pensando a una creaturina che ha fatto nascere, quando per la prima volta tocca sangue di vita e non di morte. Muore da donna quando viene appesa nuda, come una crista, per essere visibile bene agli occhi di tutti. Schernita, derisa e  sputata.
Titti Preta, in questo libro non si limita al semplice racconto di una storia di brigantaggio,  ma esalta con garbo anche dal punto di vista antropologico, un personaggio che diviene sin dalle prime righe uno stato d’animo. E non propone una storia, che seppure rimanda a tempi lontani, vecchia e passata, ma del tutto attuale. Una Calabria negata nel suo genere; una donna trafitta nella sua sensibilità. E poi lo sfinimento della femmina, e l’avanzo del maschio che sempre primeggia, vince ed esulta. Ma Angela è il riscatto di una femminilità di cui è intrisa la terra del Sud. Ché se si usa la parola ‘terra’ è femmina; il nome Calabria pure, il termine vita anche. Pace e guerra lo sono altrettanto.
E lo è chi scrive il libro, che forse un uomo non avrebbe potuto farlo acussì.
Ad maiora Titti!
Ai lettori: ” buona lettura “
Giusy Staropoli Calafati
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Partenze in tempesta, morti in caligine. ( a coloro che partono e non arrivano; a chi arriva vivo e a chi morto; ai bambini, alle madri, alla fame, al viaggio, alla speranza)

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Gliel’hanno devastata l’alma!

Aider, Aider!, gridavano.

Niente casa e niente pane, laggiù.

Nulla v’è più.

Aider, Aider!, gridavano ancora.

Né vincitori, né vinti al varco asciutto.

Na crozza chi ciangìa, è la terra sula.

Il giaciglio della razza che infetta

l’infezione della razza che infuria

e poi fugge alla guerra.

Sopra il capo calvo, appena ingiurie e soprusi.

Nella sacca delle trippe, fegatini di uomini spatti.

Poi mare …, il sol moto delle aperte ferite inflitte.

Non più padri o deliranti madri.

Aborti di ventri gravidi a poppa e a prua.

Conserve di doglie nelle stive putride.

Gliel’hanno incarognita con la fame, l’alma!

Abortita laggiù, sulla spiaggia, tra i lidi.

E non è la ballata di Collodi, a festeggiar Pinocchio.

Sol la promessa certa di cert’altri novelli lutti,

di speranze naviganti sopra mari mortuari.

Allor, guardo il Tirreno mio e penso allo Ionio,

Mediterraneo magnogreco,

e non più pesci guizzare vedo, ma corpi.

Flagelli umani che s’inabissano pigri,

lasciando al cielo la sorte.

Corpi erranti, proni e supini.

Mattanze fragorose di carni disfatte…

U pisci, u pisci!, a largo le grida.

Non pisci, guagliu’. Uomini a massa. Morti.

Guizzi, sguazzi, spruzzi, mani tese

a chi, nel coscienzioso affanno lavora alle croci diffuse

edificando pensoso, i cimiteri dell’acqua.

Aider, Aider!, continuavano a gridare.

E onde prima v’erano le grida, ora nulla v’è più.

Il mare è caligine.

Giusy Staropoli Calafati

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DOOMSDAY. Il primo lavoro discografico di NERO GHIACCIO.

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Domenica 9 Ottobre è uscito il primo disco di NeroGhiaccio, DOOMSDAY.
NERO GHIACCIO, all’anagrafe Raffaele Calafati, è un ragazzo calabrese di soli 16 anni e un bagaglio di sogni col RAP in mano.

Nasce a Tropea e vive a Briatico. Frequenta il terzo anno del Liceo artistico D.Colao di Vibo Valentia e ha tanti sogni da realizzare in Calabria e dalla Calabria. A 15 anni fonda l’etichetta discografica Emergency Team con la quale pubblica i suoi lavori e quella di tutti i rapper calabresi e non che hanno deciso di condividere questo suo progetto riunendosi in una crew. Con questo lavoro discografico, è proprio attraverso la musica che vuole far sapere a tutti che in Calabria si canta anche così. E che da quaggiù parte una musica pronta a diffondersi verso tutti i confini del mondo. Una musica giovane, che parla come i giovani e per la libertà dei giovani si batte e sbatte.
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11 pezzi +1 ai quali, oltre che sulla musica che li accompagna, l’attenzione ricade sull’intensità dei testi. Pregni di significato, identità e amore per la vita, la musica e i sogni. Molti di questi, sono stati scritti durante il soggiorno londinese di Nero Ghiaccio. Lo scorso giugno infatti ha volutamente trascorso un mese nella città di Londra, servito, come egli stesso afferma, a maturare sia dal punto di vista personale che dal punto di vista artistico.
È online il videoclip ufficiale di uno dei pezzi di punta del disco LONDONSKY girato direttamente a Londra. Video girato, montato e realizzato dallo stesso artista, e che sta avendo grande successo. https://www.youtube.com/watch?v=W4DGeFkfGBU
E a 16 anni non è per nulla facile scrivere e cantare così.Ecco il Iink disco: https://www.mediafire.com/download/xlaec6vx7j0f5wq
“Era da tempo che aspettavo questo momento, è passato un anno da quando ho deciso di cominciare questo viaggio e oggi posso condividerlo con voi.
Sono 11 tracce + 1 bonus,e ognuna di esse ha il proprio significato collegato con il resto del disco.
Voglio ringraziare prima di tutto ogni ragazzo,amico,fratello che ha partecipato a questo progetto”. (Nero Ghiaccio)

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Nero Ghiaccio, cosa vuoi fare da grande? Il Rapper?
– Il rap è una mia grande passione. Mi fa stare bene, mi diverte. È un mondo.
Ma il mio sogno è quello di diventare un Filmmaker di successo nel mondo.
 È possibile seguire Nero Ghiaccio sulla sua pagina Facebook, o iscrivendosi al suo canale YouTube: Emergency Team
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LIBRIAMOCI. RITORNA ‘RILEGGIAMO SAVERIO STRATI’, IL PROGETTO DI GIUSY STAROPOLI CALAFATI CHE MIRA ALLA LETTURA NELLE SCUOLE, DELLO SCRITTORE CALABRESE

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Pronta all’avvio la terza edizione di Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole che dal 24 al 29 ottobre torna negli istituti scolastici di ogni ordine e grado.

Anche quest’anno, la scrittrice vibonese Giusy Staropoli Calafati, in occasione di LIBRIAMOCI ripropone il progetto ‘RILEGGIAMO SAVERIO STRATI’.

Un progetto sperimentato, oltre che dal punto di vista della lettura, anche dal lato antropologico della scoperta e della ricerca,  già lo scorso anno in alcuni istituti superiori della provincia di Vibo Valentia, e che quest’anno si rivolge invece con particolare attenzione alle scuole elementari e medie. Oggetto dell’incontro i libri che l’autrice ha curato sullo stesso Strati.

-SAVERIO STRATI non un meridionalista ma il meridione in sé che parla;

-SAVERIO STRATI due racconti (all’interno  due inediti dello scrittore: un racconto e una fiaba)

Iniziativa della scrittrice vibonese Giusy Staropoli Calafati è quella di aver raccolto l’appello del Centro per il libro e la lettura a favore delle zone colpite dal terremoto, inviando numerose copie del suo ultimo lavoro “Saverio Strati, due racconti”

– Ché almeno la lettura di una bella storia possa rendere meno tormentosa questa bruttissima esperienza, alleggerendo l’inquietudine che in questi momenti affligge i bambini. – (GSC)

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Un momento di interazione, confronto e dialogo con la Calabria, terra dell’appartenenza, attraverso la lettura di testi importanti con i quali STRATI ha raccontato la Calabria con la saggezza e l’esperienza che solo i maestri hanno.

L’autrice si rivolge agli insegnanti e ai dirigenti delle scuole calabresi, che per il periodo di Libriamoci vorrebbero ospitare nel proprio istituto la lettura di SAVERIO STRATI.

Con l’occasione, le scuole e o gli enti interessati, potranno godere( senza alcun impegno ovviamente) di una fantastica occasione: far acquistare ai propri ragazzi il libro ‘SAVERIO STRATI due racconti’ ad una cifra simbolica di €5,00. Il tutto previa ordinazione. Inoltre, l’offerta, peraltro limitata a chi intenderà aderire al progetto, è legata al solo periodo di Libriamoci.

Pertanto, docenti e dirigenti interessati, possono sin da subito avanzare la propria richiesta inviando una mail a: giusystaropoli@libero.it , o chiamando al 3939900337, in modo da stabilire le modalità dell’incontro, all’interno delle scuole.

“Vorrei avere tanti libri, per leggerli. Leggerei dalla mattina alla sera, senza mai stancarmi, per imparare e sapere com’è fatto il mondo.” ( Tibi e Tascia, Saverio Strati)

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Giusy Staropoli Calafati torna al Tropea Festival Leggere e Scrivere

Il 05 Ottobre – Ore 15.00 – Palazzo Gagliardi – Vibo Valentia – Sala B, anche Giusy Staropoli calafati con: ‘La scrittura delle donne… con una eccezione. Giovani scrittrici calabresi e uno scrittore raccontano i loro percorsi di introspezione, di chiarificazione e di ordine interno attraverso le loro opere.
http://www.tropeafestival.it/il-programma/

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Dalla Calabria verso Amatrice. Libri in viaggio. Giusy Staropoli Calafati e Saverio Strati in lettura ai piccoli delle zone terremotate.

Iniziativa della scrittrice vibonese Giusy Staropoli Calafati che ha raccolto l’appello del Centro per il libro e la lettura a favore delle zone colpite dal terremoto, inviando numerose copie del suo ultimo lavoro “Saverio Strati, due racconti”

tratto da:http://www.ilvibonese.it/cultura/3838-calabria-amore-libri-bambini-amatrice

La scrittrice Giusy Staropoli Calafati

La scrittrice vibonese Giusy Staropoli Calafati, risponde all’appello del Centro per il libro e la lettura, provvedendo alla raccolta di libri per bambini e ragazzi da portare in dono alle zone colpite dal terremoto del 24 agosto scorso.

«Non potevo non accogliere questa richiesta – riferisce l’interessata -. E non solo per fare un nobile gesto, ma perché ritengo che la cultura, seppure non dia concretamente pane, può in qualche modo, al fianco della “fantomatica bellezza”, salvare il mondo. E ai bambini colpiti dal terremoto, un buon libro da leggere può ridare speranza e forza per vincere una potente sfida lanciatagli inaspettatamente dalla vita, o meglio ancora dalla terra».

E ancora, «quando ho letto quanto il Centro per il libro e la lettura proponeva, non ho esitato un attimo. E subito ho saputo cosa mandare ai bambini delle zone terremotate. Non ho avuto dubbi. Quei piccoli, mi son detta, devono avere, in questo momento così particolare, la possibilità di leggere storie speciali, adatte a loro e di più allo stato d’animo che si ritrovano fragile. Così ho imballato una certa quantità di copie di un libro a me molto caro. Il mio ultimo lavoro, uscito per i tipi di Libriatalianet a luglio 2016. Si tratta appunto di “Saverio Strati, due racconti”, opera dentro la quale vengono riportati due racconti appunto, per ragazzi, uno dei quali da attribuirsi di più al genere delle fiaba, dello scrittore calabrese Saverio Strati».

Ecco uno stralcio della lettera di inoltro che Giusy Staropoli Calafati allega ai libri già in viaggio verso Roma: “Vi giungano dalla Calabria come un piccolo dono che io e Saverio Strati, che credo di interpretare anche nel pensiero e nell’animo di uomo e di scrittore, vogliamo fare ai piccoli bimbi di Amatrice e dintorni. Ché almeno la lettura di una bella storia possa rendere meno tormentosa questa bruttissima esperienza, alleggerendo l’inquietudine che in questi momenti affligge anche i bambini. Saverio Strati scrisse miriadi di fiabe, favole e racconti per ragazzi. Premio Campiello nel 1977 e libri tradotti in molte lingue del mondo. Oggi poterlo farlo leggere e conoscere anche ai ragazzi colpiti dal terremoto è davvero una bella occasione che né io né Strati, vogliamo perderci.”

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IN LIBRERIA! SAVERIO STRATI – Due Racconti a cura di Giusy Staropoli Calafati

Novità! 

C’è una scrittrice in Italia, che per amore dei libri, della terra e della letteratura, narra e ripubblica SAVERIO STRATI ( PREMIO CAMPIELLO 1977)

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SAVERIO STRATI torna in libreria a cura di Giusy Staropoli Calafati. Ordina subito la tua copia…

Dopo anni di silenzio, in cui Saverio Strati, premio Campiello nel 1977, è anche morto, la scrittrice vibonese ripubblica lo scrittore calabrese con due racconti. Un nuovo lavoro quello di Giusy Staropoli Calafati che riporta alla luce due opere dello scrittore Saverio Strati che, in quanto sconosciute ai più, posso definirsi inedite. Con prefazione di Domenico Stranieri sindaco di Sant’Agata del Bianco e Postfazione di Palma Comandè, scrittrice e nipote di Saverio Strati.

Il libro è possibile acquistarlo mandando una richiesta via mail all’indirizzo: giusystaropoli@libero.it

SAVERIO STRATI due racconti / pag. 68 / Libritalianet/ €8,00/ spedizione €2,00 ( spedizione ordinaria Italia); €4,00 ( spedizione raccomandata Italia); (per l’estero, da concordare)

Un’occasione che un buon lettore non può perdersi.

dalla prefazione:  «C’è una scrittrice che non abita a Sant’Agata del Bianco, eppure ogni giorno con i suoi occhi e la sua mente arriva nella piazzetta di Tibi e Tàscia, o nel promontorio di Còla, trasportata da un bisogno viscerale. Difatti, il suo “faccia a faccia” con lo scrittore santagatese Saverio Strati non può che portarla, inevitabilmente, tra le fontane, le case di pietra e gli angoli più nascosti del nostro paese. Questo perché Giusy Staropoli Calafati è un’attenta studiosa di Strati, ne conosce la radice dolorosa, il talento, il respiro delle pagine». ( Domenico Stranieri sindaco di sant’Agata del Bianco)

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A BRIATICO I BRIATICOTI. AL MONDO I BRIATICESI.

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Da qualche giorno imperversano sul web rovesci e contrari su Briatico e Briaticesi. Briatico nel mondo e Briaticesi del ritorno.
Ma so bene come vanno queste cose e allora, mi son detta, perchè intromettersi in fatti che fondamentalmente Briatico non lo riguardano?
Ma ai commenti raccapriccianti a dir poco, non posso starmene zitta. Solo due righe per dire che Briatico non è nel mondo. Nel mondo ci sono i Briaticesi. Briatico è a Marina, a Cocca, o Farcò, a Solaru, o Barraccuni, nta Chjazza, o Populittu, a Stazioni, o Specchju, e Pittejari… ecc, ecc.
E a Briatico seppur regna ancora gente varia fatta anche di briaticesi come quelli del nì e del né, di più sono i briaticoti precisi precisi, quelli che più vivono la sacra alma del paese e che tali si chiamano per viscerale appartenenza alla terra, come si raccomandava di definirci il grande Padre Maffeo Pretto, che per anni e anni, chiuso tra i suoi libri ha studiato Briatico e la sua storia, i Briaticoti e il loro paese.
Qualcuno, e mi riferisco all’emigrante al suo ritorno, parla di una Briatico sfinita, sconquassata quasi. Qualche altro, sempre l’emigrante quando torna, di una Briatico abbandonata, sola. Io, e non me ne vogliate, ché emigrante non lo sono, parlo di una Briatico mia. E non perchè un paese lo si può avere tutto per se, o lo si possa comprare come fece Totò con la Fontana di Trevi, ma perchè quando qualche d’uno mi ha detto: prendi un angolo del tuo paese e fallo sacro, io lo presi tutto. E perchè quando mio marito mi disse “partiamo”, io ho detto che resto. E perchè quando i miei figli mi dicono che qui non c’è nulla, io gli dico che bisogna provarci. E perchè nonostante non sia mai stata profeta in patria, nei miei libri il mio paese, lo racconto raccontandomi. E poi ancora, perchè scelsi sin da ragazza, di fare del mio paese una culla e non il sepolcro. E seppure per avere il pane a tavola, qualche volta mi tocca chiedere i soldi a mia madre, perchè il lavoro non basta e quattro figli vogliono mangiare, ché non tutto quel che luccica è oro, non mi arrendo. MAI.
E non è vanto al coraggio, ché di coraggio ce ne vuole anche a partire, lo so bene. Ma è solo bisogno di condividere con le proprie radici, fino in fondo, le vittorie e le sconfitte, la compagnia e la solitudine. Come fa la liquirizia a Briatico vecchio, che seppure il paese è stato distrutto dal terremoto e oggi è triste, moribondo tra vecchi ruderi e rovi, solo sotto il cielo e col sole in faccia, cresce ancora. Perché quel pezzo di terra se l’è fatta culla. E ancora la si va a raccogliere. Si va fin lassù, sul monte solo, apposta per lei. E poi la provvidenza che ci sta a fare?!
E mi inquieta, mi disturba l’anima, sentir dire da certi briaticesi che tornano per le ferie, “questo paese è na cazza di pezza”. O più ferocemente: “guarda come l’avete ridotto!”.
Ma chi l’ha ridotto!? L’ha gambizzato chi ci è rimasto? NO!
Quando siete partiti a murra per il Nord delle conquiste ricche, avete risalito la testa del paese e a noialtri quel che è rimasto è la coda. E la coda, cari signori, è dura da scorciare.
Chi è rimasto quaggiù, tra il Murria e lo Spataro, innanzi al mare col sole negli occhi, come le spine dei pittindiani, lavora e con doglie forti, mettendosi alla prova nella quotidianità di un inverno che non passa, o di un’estate che passa veloce. E tutto tra i rovesci e i contrari di un paese che esiste, ovvio.
Non si può sopportare sentire un emigrato con il nì o con il né dire: ” ndi ruvinavistivu u paisi, poveri cazzuni”.
Perchè se proprio la devo dire tutta, ve la voglio dire alla SAVERIO STRATI: «dovrebbe essere nostro dovere tornare al Sud, specie noi che abbiamo imparato qualcosa. Tornare e introdurre la nuova mentalità ed ecco che il Sud da morto che è può riprendere a vivere. […] la loro terra, se essi non torneranno, diventerà un deserto africano vero e proprio.[…] Al Sud […]. C’è sempre una ragione d’impiego, di occupazione, di protezione al fondo delle intenzioni. Lo constato ogni volta che scendo al mio paese per salutare mio padre e mia madre. Il nonno mi rimprovera che ora che ho preso definitivamente il volo, la nostra terra muore. Muore insieme al padrone, la terra. La terra fiorisce insieme al padrone, invecchia insieme al padrone, muore insieme al padrone. […] basta buttare uno sguardo alla campagna abbandonata e morente come un vecchio stanco di vivere. In questo corpo malato fiorisce e prolifica la mafia […]. S’incarognisce la mafia».
Avete un doppiopetto? Voi sì e noi no?!
Non credo. Un cuore solo,  in due posti diversi contemporaneamente lo si deve saper mantenere. Non è facile. Costa fatica. Qualche d’uno, sempre emigrato, quando torna lo vedi piangere di gioia, in silenzio. E seppure lo vede cambiato il paese, perchè tutto cambia, anche gli occhi con cui si guarda cambiano, lo adora come fa col Santissimo. E allora sì che quello è il vero volto dell’emigrazione. Il cuore vero dell’emigrante che torna per sentire odori, sapori, musiche, versi. Senza pregiudiziali ma con la consapevolezza dei cambiamenti, a cui tutti egli incluso ha partecipato. E te lo godi il suo ritorno, perchè non ha dimenticato quello che è stato, e accetta quello che è.
Agli altri invece, emigranti del nì e del né, che vanno e vengono come fossero rindine bianche, il cuore o gli resta dove si nasce o va dove si vive. È la legge dei banderuoli di conquista. di quelli che spesse volte vanno perché qui non hanno più nulla da dire o da fare. Ed è in questi casi che il diritto di parola, nell’agorà del paese stesso, lo si perde nel viaggio di quell’andata che si è certi non avrà ritorno. Perchè si è già scelto di non ritornare. E certi diritti solo la restanza li da. L’erranza invece, li porta via con sé.
Quaggiù non v’è l’occasione che fa l’uomo ladro, lo so. Te la devi andare a cercare a luci di lumera. Ma quando la trovi, so’ soddisfazione so’. Quaggiù oltre al coraggio di restare, è perennemente viva la virtù della sopportazione, della lotta, e ci si arrampica con le unghie e spesse volte le si lascia aggrappate alla terra, senza più neanche un tramonto da gustare.  Non dormiamo noi briaticoti, no. Al massimo ci appisoliamo a guardare ‘illu’ Stromboli fumante, dallo sperone di Cocca.
Qui c’è il senso dell’appartenenza che ci consente di superare le durezze di un Sud che spesso chiede il doppio di quanto da.
C’è un vecchio detto che dice: haj mu ti passi a ‘stati a undi ti passasti u mbernu, e viceversa.
Ed è verità, pa lu Dio!
#briaticonelcuoremio
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PRESENTATO A SANT’AGATA DEL BIANCO IL LIBRO CURATO DA GIUSY STAROPOLI CALAFATI: SAVERIO STRATI due racconti

12 agosto 2016, borgo antico, piazzetta di Tibi e Tascia. Sant’Agata del Bianco come la terra del ritorno.

La prima del libro SAVERIO STRATI due racconti, è stato un grande successo nel vecchio borgo di SAVERIO STRATI. La piazzetta di Tibi e Tabia traboccava di gente. E c’era il sindaco, i professori, le maestre e i contadini. C’era la gente. Poi c’ero anch’io e c’era pure Mastro Saverio. Il mio maestro Saverio se ne stava affacciato al balconcino della sua casa natia. Lo sentivo. E sono certa, mentre noi parlavamo, lui rideva.
Grazie di cuore al cuore di Sant’Agata, per l’accoglienza, l’emozione e la bellezza delle sue cose. Del suo scrittore Saverio.
Grazie a Domenico StranieriAntonella Italiano Palma Comandè e alla famiglia di Saverio Strati.
C’è una Calabria che torna a essere terra della gente. Un paese che torna il paese di SAVERIO STRATI.
GRAZIE! 

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PRIMA UFFICIALE DEL LIBRO: SAVERIO STRATI due racconti. SANT’AGATA DEL BIANCO 12 agosto 2016

13900140_320142928329486_6240624269897110360_n   Avete presente quei borghi un po’ unici dove a volte capita che vi nasca uno scrittore? Ecco!, è lì che vi aspetto. SAVERIO STRATI due racconti, presentazione ufficiale, 12 agosto ore 19:00 Sant’Agata del Bianco -RC-

Interventi:

DOMENICO STRANIERI, sindaco Sant’Agata del Bianco

PALMA COMADE’, scrittrice e nipote di Saverio Strati

GIUSY STAROPOLI CALAFATI, curatrice del libro

ANTONELLA ITALIANO, giornalista  e direttore rivista ‘In Aspromonte’

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PROSSIMI APPUNTAMENTI CON GIUSY STAROPOLI CALAFATI

13883809_1142083092520834_1841912253_n12 agosto ore 19:00, Piazza Tibi e Tascia, Sant’Agata del Bianco – RC- presentazione ufficiale del libro SAVERIO STRATI due racconti;

18 agosto ore 21:30, Portico Svevo Museo Diocesano, Piazza Duomo Tropea -VV-, omaggio a Saverio Strati con SAVERIO STRATI due racconti;

20 agosto ore 21:30, Piazza Solari, Francavilla Angitola -VV-, presentazione del libro NATUZZA EVOLO due chiacchiere con Maria…

Non mancate!

 

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Piange la Puglia come Cristo nel Getsemani

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Come Cristo nel Getsemani, la Puglia piange tra gli ulivi.

– Allontana a da me questa calice – gridava al Padre il Figlio dell’uomo. I figli delle madri invece non hanno fatto neppure in tempo a dire al Figlio dell’uomo: – allontana da noi questo treno Signore. Perché al Sud si viaggia su un solo binario e quasi sempre sono viaggi di non ritorno. Si viaggia per morire con biglietti di sola andata. E in Terronia, quella bella, quella con tante case della gente e famiglie con figli e padri e madri, con gli alberi, le cicale, il mare, la montagna, si muore per viaggiare gente mia! Per raggiungere le case, incontrarsi con i parenti e fare festa… Si muore per uscire dal paese per quella strada che non ha fortuna. Ché è discola, frana, smotta, ha un senso di marcia solo e c’è chi va e c’è chi viene. E si confonde.

Da tempo oramai piangono gli ulivi pugliesi. Gli alberi come cristiani si disperano. Mai avrebbero pensato di divenire sepolcro. Erano stati sempre culla, da secoli accoglienti letti d’ulivi per molti, tanta gente. Anche per il contadino che ora non v’è più eppure par che è la che dorme. E non si lamenta sapete! Con la sua tempra meridionale tutto sopporta. Anche la morte sua.

Il pianto degli ulivi si sente. Come se si sente! Va col vento come la bandiera della Nazione. Mai, alberi miei!, avevano pensato che un giorno sarebbero serviti perché ad ogni loro piede vi si piantasse una croce. Una di nuovi Cristi. Una di solo legno e di ossa che è più grande di tutte e si sta al centro, tra Andria e Corato. Al centro della terra di padre Pio, quella stessa dei trulli, delle belle masserie, della pizzica tarantata. Al centro di due treni che nel più bello di un brindisi meridionale come i due più preziosi bicchieri di cristallo presi dalla credenza della nonna, urtando si frantumano.

E che ne sanno gli abitanti delle città devote allo Stato cosa piange oggi il nostro Sud? Che ne sa lo Stato dello stato d’animo di un Sud con gli occhi sgranati innanzi al feretro dei parenti ancora aperto?

Nulla di speciale sa. Appena i nomi di chi senza un volto, nel Getsemani pugliese, accetta il calice offerto da Dio.

Nel cuore di molti c’è tristezza e sdegno questo 13 di Luglio. Nel cuore di tanti però ancora nessun Sud per cui vale la pena di battersi il petto. Lottare.

Ma al Presidente Renzi, da meridionale, madre, moglie, figlia e scrittrice, una cosa la voglio proprio dire: “La storia si ripete presidente. Quelli di oggi son gli stessi morti di ieri. Quelli serviti a farVi una l’Italia.”

 Giusy Staropoli Calafati

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PREMIO ‘LA GIARA’ -RAI

Giusy Staropoli Calafati vince il Premio La Giara – Rai per la Calabria, con il romanzo ‘La terra del ritorno’.
Insieme a Dario Manti, vincitore anch’egli con il romanzo ‘Inchino a Santa Barbara’, rappresenterà la regione a Roma, alle nazionali.
Incrociamo le dita.

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APPUNTAMENTI CON L’AUTRICE

12791038_1037696279626183_8756889413473326714_n17/05/2016: Presentazione del libro Saverio Strati. Non un meridionalista ma il Meridione in sé che parla, ore 16:30, Villetta De Nava, Reggio Calabria, nell’ambito della manifestazione Libereghion. (Maggio dei libri)

 

22/5/2016: Presentazione del libro Saverio Strati. Non un meridionalista ma il Meridione in sé che parla, ore 18:00, Nuova Ave, Reggio Calabria.

 

23/5/2016: Presentazione del libro Saverio Strati. Non un meridionalista ma il Meridione in sé che parla, ore 18:00, Palazzo Nicotera, Lamezia Terme. ( Maggio dei libri)

 

28/05/2016: Presentazione del libro Saverio Strati. Non un meridionalista ma il Meridione in sé che parla, ore 10:00, Istituto Tecnico Economico L. Repaci, Villa San Giovanni. (Maggio dei libri)

 

29/4/2016: Il Rotary Club di Vibo valentia presenta: Calabresità: orgoglio e ostinazione attraverso gli occhi di una scrittrice “. Conversazione con l’autrice Giusy Staropoli Calafati sui libri: SUD – la terra di Costabie, e SAVERIO STRATI non un meridionalista ma il Meridione in sé che parla. Ore 20:00, 501 Hotel, Vibo Valentia.

 26/04/2016: “Ricordare Natuzza Evolo”, letture poetiche tratte dal libro Natuzza Evolo- due chiacchiere con Maria. Ore 17:30, teatro comunale, Cassano All’Ionio.

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Per il maggio dei libri la scrittrice calabrese Giusy Staropoli Calafati ripropone il progetto “RILEGGIAMO SAVERIO STRATI”

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Per il maggio dei libri riparte il progetto della scrittrice Giusy Staropoli Calafati dal titolo “Rileggiamo Saverio Strati”.
L’invito è rivolto alle scuole calabresi di ogni grado e a tutti i centri di cultura. Agli amanti della letteratura calabrese, del bello e dei libri.
Presentando ‘SAVERIO STRATI non un meridionalista ma il Meridione in sé che parla’, Disoblio edizioni 2015, Giusy S.C. terrà a discussione lo stesso S. Strati con annessa la calabresità nella letteratura. Un momento di esaltazione del senso dell’appartenenza e rievocazione della storia identitaria che attraverso l’opera stratiana ci racconta raccontandosi. Per ospitare l’autrice è possibile contattare direttamente la casa editrice Disoblio edizioni, o scrivere a: giusystaropoli@libero.it

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SAVERIO STRATI E LA MISS VIBONESE

…dal mensile In Aspromonte di Aprile 2016 / http://www.inaspromonte.it/

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